Gemmato: «Il territorio rimarrà scoperto, organizzeremo un’altra manifestazione pro Sarcone»

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Il sindaco annuncia che parteciperà anche alla manifestazione convocata per domenica prossima dal Meet Up Cinque Stelle: «Non si può chiamare "pronto" soccorso un presidio che resterà attivo solo dalle 8 alle 20…»
L’ospedale di Terlizzi, ormai è noto a tutti, sarà riconvertito in un complesso per la lungodegenza e la fase riabilitativa post-acuzie, con un pronto soccorso fortemente depotenziato, che funzionerà presumibilmente a fasce orarie.
Gli otto ospedali avviati alla riconversione per effetto del piano regionale di riordino sanitario sono stati resi noti ieri sera dal governatore Emiliano al termine del consiglio di giunta regionale. All’indomani del funesto – ma non inatteso – annuncio, il sindaco Gemmato esprime perplessità sui criteri della razionalizzazione, rinnovando i propositi di battaglia a difesa del Sarcone.
«Non mi piace la parola “guerra”, ma non ci spaventa l’idea di dover combattere ancora per il nostro ospedale», esordisce il primo cittadino. «Non si tratta di “volere l’ospedale sotto casa”, ma di rispettare i cittadini: se lo chiamiamo “pronto” soccorso, non possiamo garantirlo solo dalle 8 alle 20 perché, evidentemente, non sarebbe così “pronto” – considera Gemmato. – Se lo chiamiamo “ospedale”, non possiamo trovare, invece, una struttura in grado di gestire solo la fase post-acuta».
«Se si sono spesi tante risorse per la realizzazione di una struttura all’avanguardia, non si può dire, adesso, che altrettanti ne andranno spesi per realizzare altrove quello che a Terlizzi già c’è. Non si tratta di “volere l’ospedale sotto casa”, se parliamo di un intero territorio che rimane completamente “scoperto”!».
Il sindaco si dice in attesa di leggere la delibera di giunta, ma annuncia comunque che parteciperà alla mobilitazione programmata domenica prossima dal Movimento Cinque Stelle e che a breve sarà convocata una seconda manifestazione pro ospedale.
«Ancora una volta, siamo costretti ad apprendere dagli organi di stampa, piuttosto che da atti amministrativi, le novità che riguardano direttamente il nostro territorio. Ci saremmo attesi, perlomeno, di ricevere ufficialmente copia del documento. In mancanza, ho appena scritto alla Segreteria della Giunta affinché me ne invii copia con urgenza.
Sulla scorta di quello che leggeremo dagli atti, potremo analizzare nel dettaglio la situazione che, purtroppo, vede realizzata l’ipotesi di chiusura dell’ospedale ‘Sarcone’, e di sua conversione a presidio di lungodegenza.
Sarà mia premura indire una nuova mobilitazione per informare i cittadini del contenuto della delibera di Giunta Regionale. L’intenzione immediatamente successiva è quella di varare insieme tutte le possibili iniziative a difesa di quello che vogliamo continuare a chiamare ‘Ospedale’. Non escludo il ricorso nelle opportune sedi giudiziarie: quello al TAR Puglia se l’atto dovesse contenere delle illegittimità, ma anche quello alla Corte dei Conti nel caso in cui si dovesse ravvisare il danno erariale nei confronti di una Comunità che ha sostenuto, con il pagamento delle tasse, le spese che sono occorse in questi anni per rendere il ‘Sarcone’ un polo d’eccellenza».
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