Vendola: “Avs fuori per un meccanismo della legge elettorale. Ma quei 54mila voti ci spingono ad andare avanti”

Nichi Vendola
L’ex presidente della Regione, primo suffragato di Avs, non siederà in consiglio regionale
All’indomani della vittoria di Antonio Decaro alle elezioni regionali pugliesi scorrono incessanti le reazioni politiche. Tra queste, spiccano le parole dell’ex governatore Nichi Vendola, candidato con Alleanza Verdi e Sinistra, rimasta fuori dal nuovo Consiglio regionale. Una esclusione dovuta – sottolinea – a “un bizzarro meccanismo della legge elettorale pugliese”, una dinamica che, pur lasciando amarezza, non scalfisce lo spirito del movimento.
“È un risultato che dispiace – afferma Vendola all’ANSA – ma che non ci priva della determinazione di andare avanti, forti di quei 54mila voti guadagnati solo con la forza delle idee e della nostra passione”.
L’ex presidente della Regione evidenzia poi il significato politico generale del voto. “Dopo vent’anni il centrosinistra si conferma alla guida della Puglia e con Decaro presidente potremo proseguire sulla strada del cambiamento”.
Per Vendola il messaggio che arriva dalle urne non riguarda solo la Puglia, ma l’intero Mezzogiorno. “Il Sud, con il voto alle regionali, manda un segnale di netta opposizione alle scelte di un governo di destra che è nemico dei diritti e delle speranze dei cittadini. Il Sud è all’opposizione del governo Meloni”.
Accanto alle letture politiche, c’è però un dato che pesa più degli altri: la scarsa affluenza. “Resta la ferita grande del non voto – conclude Vendola –. Se si astengono sei pugliesi su dieci vuol dire che c’è un problema serio, una mutilazione grave della vita democratica”.
Un risultato che apre ora la fase post-elettorale, nella quale, nonostante l’esclusione di Avs dal Consiglio, si annuncia un’opposizione politica e culturale destinata a rimanere attiva nel dibattito regionale.
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