Terlizzi prova a dire no allo smantellamento del Sarcone

ospedale sarcone

Oggi pomeriggio alle 16 si terrà la manifestazione cittadina indetta dall'amministrazione a favore dell'ospedale. Sperare in un ripensamento del governatore Emiliano è lecito, ma il tempo è di fatto scaduto

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L’ufficialità non c’è ancora – l’incontro di presentazione del programma di razionalizzazione della sanità svoltosi ieri a Bari ha posticipato ai prossimi giorni il verdetto, – ma il Sarcone con tutta probabilità subirà a breve un secondo, drastico depotenziamento, dopo quello imposto nel 2002 dal contestatissimo piano Fitto.

Si tratterebbe di un sonoro “fendente” che rischierebbe di rivelarsi fatale per il nostro presidio ospedaliero, che andrebbe incontro a una sorta di ko tecnico, per stare alla metafora pugilistica.

IL TAM TAM. Da qualche giorno, dopo qualche esitazione di troppo, l’amministrazione sta cercando di reagire ai foschi scenari. Dapprima, il 25 febbraio, il consiglio ha votato un ordine del giorno a favore del Sarcone e del diritto dei terlizzesi a curarsi in loco; l’indomani, su impulso del sindaco, è partito il tam tam per la manifestazione generale che si terrà oggi pomeriggio a partire dalle 16, a cui sono chiamati a partecipare in massa tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti dell’ospedale. Ben venga ovviamente la mobilitazione, anche se ai più potrà sembrare un’iniziativa a questo punto fuori tempo massimo o – peggio – di carattere per lo più dimostrativo.

L’auspicio, naturalmente, è che i terlizzesi accolgano in gran numero l’invito a scendere in strada per provare in extremis a convincere Emiliano che è sbagliato penalizzare ulteriormente il Sarcone, a maggior ragione dopo i recenti investimenti fatti dalla Regione. Tuttavia, non è affatto scontato che la città riesca a mobilitarsi ancora, a distanza di anni, per una battaglia che questa volta forse sente già persa. La grande marcia dei trentamila del 2002, seppur perdente a petto della volontà ferrea dell’allora governatore Fitto – e al netto delle strumentalizzazioni politiche a cui i maligni dicono prestò il fianco (ma è un demerito avere la capacità di mobilitare una comunità per una causa e poi tesaurizzare il consenso?) – fu una risposta assai tempestiva e vigorosa da parte della comunità terlizzese, che oggi invece appare alquanto tiepida, forse perché rassegnata all’imminente “riconversione” – usiamo un eufemismo.

SPERANZA. Segno preoccupante di questa mancanza di fiducia è la divisione delle “piazze”, il procedere isolati e in ordine sparso:  il Meet Up Cinque Stelle di Terlizzi, ad esempio, ha organizzato per il 6 marzo un sit in autonomo in difesa del Sarcone. Ora, benché i grillini abbiano programmato con qualche giorno di anticipo rispetto all’amministrazione, non hanno pensato minimamente di aderire alla manifestazione istituzionale di oggi pomeriggio, in aperta polemica con una classe politica che reputano distante anni luce dalla società civile e a cui guardano, ormai, con irreversibile diffidenza. Il guaio più grosso è che questo sentimento, a metà tra la rabbia e il fatalismo, è pienamente condiviso dall’uomo della strada. 

Al di là di tutto questo, oggi pomeriggio Terlizzi proverà comunque a dire no allo smantellamento del Sarcone. Il tempo è di fatto scaduto, ma sperare non costa nulla. 

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