Il Pd all’attacco: «Il piano di riordino servirebbe a questa maggioranza debole e inconcludente»

La Redazione
il segretario del pd terlizzese barile

Il Partito Democratico critica l'amministrazione Gemmato sui provvedimenti all'ordine del giorno negli ultimi consigli comunali, contestando in particolare la gestione del caso Sarcone

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Sferzato dal centrodestra sulla questione spinosa del recente tesseramento del presidente del consiglio comunale Michele Grassi, il Partito Democratico passa al contrattacco, criticando la maggioranza sui provvedimenti all’ordine del giorno negli ultimi consigli comunali.

CASO SARCONE. In particolare sulla gestione del caso Sarcone, laddove – osserva la nota di partito, – il sindaco si è svegliato in ritardo, «dopo anni di assoluto silenzio e di noncuranza da parte sua. Eppure alcuni consiglieri comunali del Pd avevano più volte in questi anni esortato il sindaco, quale componente della Conferenza dei Sindaci della Città Metropolitana, a prestare massima attenzione al presidio ospedaliero “M. Sarcone”. Questo è Gemmato! Questa è la sua disamministrazione! – attacca il Pd. – È proprio il caso di dire che servirebbe un “piano di riordino” anche per l’amministrazione comunale…».

STOP ALLE ARMI AI VIGILI. Ma anche sugli altri versanti per il Pd la situazione non è migliore: «Regolamento per l’armamento della Polizia Municipale: ritirato! Regolamento per l’occupazione degli spazi pubblici: rinviato! Piano delle Alienazioni: rinviato! Erano tutti punti iscritti all’ordine del giorno dei consigli comunali che si sono svolti nelle ultime settimane e su cui la maggioranza si è dimostrata impreparata e non compatta: prima si iscrivono e poi si cancellano! Un governo così fatto è un governo debole e deleterio per la città», osserva il comunicato.

DEHORS. Mentre sulle armi ai vigili la maggioranza ha dovuto fare dietrofront perché non era stato previsto alcun impegno di spesa nel Documento Unico di Programmazione approvato l’11 febbraio scorso, in materia dehors – polemizza il Pd – «si è reso improvvisamente necessario acquisire i pareri richiesti ad alcune associazioni di categoria ancora non pervenuti, diversamente da quanto accaduto per l’approvazione del Regolamento Sale da Gioco dove è stato acquisito appena un solo parere ma non è stato applicato lo stesso criterio».

Il Pd trova sciatta e superficiale la condotta della maggioranza anche in materia urbanistica: «Sulla vendita degli immobili comunali, nessuno dei consiglieri di maggioranza si era accorto che la variante urbanistica del suolo del mercato ortofrutticolo prevede la trasformazione da zona F a zona B1 anzichè B2, come previsto nel 2013 e poi bocciato dalla Regione a seguito di un preciso e dettagliato esposto tecnico da parte dei consiglieri del Pd, con il coinvolgimento degli altri consiglieri comunali di opposizione. Bastava leggere almeno una volta le carte da loro prodotte!».

“MAGGIORANZA SGANGHERATA”. Insomma – continua il Partito Democratico – quella di Gemmato è «una sgangherata e instabile maggioranza che non rispetta gli ordini del giorno che propone, che non studia le carte e apprende solamente in aula, per bocca del gruppo consiliare del Pd e non dell’assessore proponente, che si stanno aumentando gli indici edilizi massimizzando la volumetria a discapito di chi, da decenni, continua a pagare le tasse senza ancora poter realizzare. Eppure – riflette il Pd – si sono convocate diverse commissioni consiliari, molte delle quali sono andate deserte per l’assenza dei soli consiglieri di maggioranza, con la precisa volontà di non decidere, a discapito dei cittadini e con dispendio di denaro pubblico per ogni seduta convocata. L’unico punto approvato è stato il regolamento delle sale da gioco, un provvedimento resosi ormai urgente per il contrasto al fenomeno della ludopatia che sta dilagando peraltro in molte famiglie che versano in crisi economica».

Il resto – conclude, caustico, il Pd – «è aria fritta: l’amministrazione Gemmato si preoccupa soltanto, dopo quattro anni di continui disastri (vedi sottopasso ferroviario, ztl, raccolta differenziata, aumento Tari, finanziamenti comunitari persi, ritardi sulle opere pubbliche, viabilità senza un piano urbano del traffico), di avviare la campagna elettorale trascurando le reali esigenze dei terlizzesi».

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