Al Garzia “Il Gabinetto del dottor Caligari”, pietra miliare del cinema muto

La Redazione
il gabinetto del dottor caligari

Stasera alle 21 e 15 la proiezione dell'edizione restaurata del capolavoro di Wiene

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Il gabinetto del dottor Caligari (Das Cabinet des Dr. Caligari), film tedesco girato nel 1920 da Robert Wiene, sarà proiettato oggi alle 21.15 al Cinema Piccolo Garzia di Terlizzi.

La pellicola, reduce da un recente restauro, è stata presentata in anteprima mondiale al Festival di Berlino nel 2014, con una nuova partitura musicale, scritta e diretta da Timothy Brock, alla guida dell’orchestra Brussels Philarmonic.

Pietra miliare del cinema tedesco, leggendario classico del muto, precoce esempio di thriller psicologico, primo successo internazionale della cinematografia tedesca dopo la Grande Guerra, prototipo del cinema espressionista.

Scriveva la celebre critica e storica del cinema Lotte H. Eisner: “In Caligari l’interpretazione espressionista è riuscita con raro successo a evocare la ‘fisionomia latente’ di una piccola città medievale dai vicoli tortuosi e oscuri, budelli stretti rinserrati tra case sgretolate le cui facciate sbilenche non lasciano mai entrare la luce del giorno. Porte cuneiformi dalle ombre pesanti e finestre oblique dai vani deformi sembrano rodere i muri”.

Per decenni, si è continuato a proiettare il film in una forma alquanto vecchia e logora. Nonostante i restauri a cura del Filmmuseum München (1980), del Bundesarchiv-Filmarchiv di Coblenza (1984) e del programma europeo Media (Progetto Lumière, 1995) avessero prodotto importanti miglioramenti estetici, persistevano vari segni di degrado: la tipica patina da “vecchio film muto” fatta di sporcizia, graffi e righe che infestavano l’immagine come fantasmi; il forte contrasto, che spesso riduceva i volti degli attori a superfici bianche; l’instabilità dell’immagine e i frequenti salti; le didascalie di difficile lettura.

A quasi vent’anni dall’ultimo restauro, la Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung di Wiesbaden ha usato per la prima volta il negativo camera custodito dal Bundesarchiv-Filmarchiv di Berlino e ha riunito i materiali migliori conservati negli archivi di tutto il mondo.

Il restauro digitale in 4K è stato eseguito dal laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna, che ci presenta per la prima volta il film nella sua forma più completa.
 

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