Puliamo Terlizzi: «Ci sono rifiuti tossici in Pozzo Lioy»

La Redazione
rifiuti a pozzo lioy

Detriti edili e grosse quantità di eternit, ridotte anche in frammenti, giacciono ormai da qualche settimana nell’area della cisterna, utilizzata anche per uso agricolo

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Partite all’inizio di dicembre, la bonifiche ambientali – finanziate con un bando da 250mila euro circa e affidate alla So.Ge.Sa di Taranto – sono momentamente sospese.

Parte dei materiali smantellati dai principali siti inquinati è stata portata via, ma – segnala Puliamo Terlizzi – «un’altra parte, forse quella più consistente, è stata accumulata lungo la strada comunale Fondo Rotondo, o meglio nello spiazzale di Pozzo Lioy (uno dei punti più funestati dagli abbandoni illeciti), all’aria aperta e con le fibre di amianto libere di contaminare i polmoni dei passanti e abitanti della zona».

I rifiuti, tra cui detriti edili e grosse quantità di eternit, ridotte anche in frammenti, giacciono ormai da qualche settimana nell’area della cisterna Lioy, utilizzata anche per uso agricolo. E intanto c’è chi continua a scaricare illecitamente.

«Potete immaginare cosa è finito in questi anni e cosa tuttora si sta riversando all’interno dell’antico pozzo – è la preoccupazione espressa dall’associazione ambientalista. – Andrebbe bonificato anch’esso! I materiali tossici vanno messi subito in sicurezza (rivestiti di una resina anti-disgregante e portati nella discarica autorizzata per rifiuti speciali di questo tipo)». 

«Sembra inoltre – prosegue la nota di Pt – che il budget di 250 mila euro sia esaurito (o quasi) e che non si possa intervenire su altri siti degradati minori, come ad esempio Via Vecchia di Sovereto dove camminatori e podisti sono costretti a respirare le fibre di amianto dei manufatti presenti nell’area verde vicino a Villa de Pau e nei pressi di Piscina “Cappella di Mezzo”».

Puliamo Terlizzi ha eseguito una sorta di censimento dei siti che necessitano interventi, come Contrada Specchia, Via Camarelle (dove recentemente hanno operato i volontari) e la strada laterale all’arco di Pisciniello.

«A parte il capitolato d’appalto, molto superficiale per la verità, non esiste un piano delle bonifiche, non abbiamo un computo dei materiali smaltiti e il dettaglio dei costi. I cittadini non sanno cosa è stato bonificato, cosa si potrà ancora fare e quanto tempo ci vorrà. Riteniamo che le bonifiche ambientali fatte in tali modalità favoriscono una serie di criticità, ambientali ed economiche. Attendiamo chiarimenti da parte dell’amministrazione ed in primis dal consigliere delegato all’ambiente, Gioacchino Allegretti», conclude la nota del collettivo.

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