Strage dei treni, definitive 14 assoluzioni. Ricorso in Cassazione per due ex dirigenti

Si chiude definitivamente il procedimento sul terribile incidente del 12 luglio 2016

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Si chiude con quattordici assoluzioni definitive e un ricorso in Cassazione limitato a due ex manager il processo relativo alla strage ferroviaria che costò la vita a 23 persone sulla tratta pugliese.

La Corte d’Appello ha confermato l’assoluzione per la gran parte degli imputati, ritenendo non sussistenti le responsabilità contestate in primo grado. Per quattordici posizioni, dunque, il capitolo giudiziario si chiude definitivamente. Il pubblico ministero ha invece deciso di ricorrere in Cassazione esclusivamente contro due ex dirigenti dell’azienda ferroviaria, ritenendo che permangano profili di responsabilità da chiarire.

Al centro del procedimento resta il tema del cosiddetto “blocco telefonico”, il sistema di gestione della circolazione ferroviaria utilizzato su quel tratto di linea al momento dell’incidente. Secondo l’accusa, si trattava di una modalità operativa superata e intrinsecamente rischiosa. «L’azienda sapeva che il blocco telefonico era pericoloso», ha sostenuto il pm, ribadendo la convinzione che vi fossero consapevolezze interne circa i limiti di sicurezza del sistema.

Diversa la valutazione dei giudici d’Appello, che hanno escluso la sussistenza di responsabilità penali per la maggior parte degli imputati, ritenendo non provato il nesso causale tra le condotte contestate e il tragico evento. La decisione ha segnato un passaggio importante in un processo complesso, caratterizzato da consulenze tecniche, perizie e un articolato confronto sulle procedure di sicurezza e sugli standard adottati all’epoca dei fatti.

Ora la parola passa alla Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulle due posizioni ancora oggetto di contestazione. Per i familiari delle vittime, che da anni chiedono verità e giustizia, si apre un’ultima fase giudiziaria che potrebbe rappresentare il definitivo epilogo di una vicenda che ha profondamente segnato il territorio e l’opinione pubblica nazionale.

Resta sullo sfondo il tema più ampio della sicurezza ferroviaria e dell’organizzazione aziendale, aspetti che, al di là delle responsabilità penali, hanno sollevato interrogativi sulla gestione del rischio e sull’adeguatezza dei sistemi di controllo in uso al momento dell’incidente.

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