“Vota mio nipote”: il messaggio su WhatsApp che nasconde una truffa. Ecco come difendersi

A segnalarlo è la Polizia postale, che invita gli utenti a prestare particolare attenzione ai messaggi ricevuti attraverso l’app di messaggistica.
Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando anche in Puglia le segnalazioni relative a una nuova truffa che circola su WhatsApp e che sfrutta la fiducia tra contatti presenti in rubrica. A segnalarlo è la Polizia postale, che invita gli utenti a prestare particolare attenzione ai messaggi ricevuti attraverso l’app di messaggistica.
La truffa si presenta con un messaggio apparentemente innocuo e spesso personalizzato con il nome del destinatario. Il testo recita: «Ciao, puoi votare per mio nipote? Recita in uno spettacolo teatrale e vorrebbe ottenere il ruolo principale, questo lo aiuterebbe molto!», accompagnato da un link e dalla foto di un bambino truccato per una recita scolastica.
In realtà non esiste alcun concorso. Il collegamento serve invece ai truffatori per ottenere l’accesso all’account WhatsApp della vittima. Una volta cliccato il link, i malintenzionati riescono a sfruttare l’account compromesso per inviare lo stesso messaggio a tutti i contatti presenti nella rubrica, ampliando rapidamente la diffusione della truffa.
Nel caso in cui si clicchi sul link e il messaggio inizi a essere inoltrato automaticamente ai propri contatti, è necessario intervenire subito. Per interrompere la catena, spiegano gli esperti, occorre verificare i dispositivi collegati al proprio account WhatsApp e scollegare immediatamente quelli che non risultano riconosciuti.
Le truffe attraverso le app di messaggistica non sono una novità, ma negli ultimi tempi stanno diventando sempre più sofisticate. Oltre al falso concorso, negli ultimi giorni alcuni utenti pugliesi hanno ricevuto anche altri messaggi sospetti provenienti da contatti presenti nella propria rubrica. Tra questi, uno particolarmente diffuso chiede un prestito urgente: «Ciao, (nome del destinatario, ndr) mi presteresti 690 euro? Devo pagare urgentemente il dentista, ma ho problemi con il conto. Ti restituirò i soldi tra un paio d’ore, ok?».
Proprio il fatto che il messaggio sembri arrivare da una persona conosciuta può indurre a fidarsi e abbassare il livello di attenzione.
La Polizia postale, già lo scorso gennaio, aveva diffuso una nota informativa per mettere in guardia i cittadini da queste modalità di raggiro. «La Polizia Postale informa che è in corso una truffa online che sfrutta l’hackeraggio degli account WhatsApp per ingannare gli utenti e sottrarre denaro. I malintenzionati, dopo essere riusciti a prendere il controllo di un profilo WhatsApp, inviano messaggi ai contatti della vittima fingendo una situazione di emergenza o un problema improvviso (ad esempio difficoltà economiche, necessità urgenti o imprevisti), accompagnati da una richiesta di denaro. La truffa fa leva sul fatto che il messaggio sembra provenire da un contatto conosciuto e fidato, inducendo le vittime ad abbassare il livello di attenzione e a effettuare pagamenti o trasferimenti di denaro».
Per evitare di cadere nella trappola, gli investigatori invitano a verificare sempre l’autenticità dei messaggi ricevuti. In caso di dubbi è consigliabile contattare direttamente la persona che ha inviato il messaggio tramite una telefonata o attraverso un altro canale di comunicazione.
Tra le precauzioni utili c’è anche l’attivazione della verifica in due passaggi su WhatsApp, che aumenta il livello di sicurezza dell’account. È inoltre possibile segnalare e bloccare i messaggi sospetti direttamente dall’interno dell’applicazione e avvisare tempestivamente il contatto qualora si sospetti che il suo profilo sia stato compromesso.
Quando arrivano richieste di denaro, raccomanda infine la Polizia postale, è sempre necessario mantenere un atteggiamento prudente e controllare con attenzione la veridicità della richiesta. È importante diffidare di link inattesi e non condividere mai codici di verifica, credenziali di accesso o informazioni personali che potrebbero essere utilizzate dai truffatori per ulteriori frodi.
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