Rincari per carburanti, energia e fertilizzanti, De Noia: «Così si mette a rischio l’intera stagione agricola»

A lanciare l’allarme è la Cia – Agricoltori Italiani Levante

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L’aumento dei costi energetici e delle materie prime torna a mettere sotto pressione il comparto agricolo pugliese. A lanciare l’allarme è la Cia – Agricoltori Italiani Levante, che denuncia una situazione sempre più difficile per le aziende impegnate proprio in queste settimane nelle operazioni decisive per l’avvio della nuova stagione produttiva.

Secondo l’organizzazione agricola, negli ultimi mesi si è registrato un forte incremento dei costi dei carburanti agricoli – gasolio e benzina – con rincari che sfiorano il 40%, mentre l’energia elettrica ha segnato aumenti di circa il 27%. A questi si aggiunge ora il caro fertilizzanti, fondamentali per sostenere la ripresa vegetativa delle colture.

«Stiamo assistendo a una crescita significativa dei prezzi delle materie prime agricole», spiega Giuseppe De Noia, presidente provinciale della Cia – Agricoltori Italiani Levante. «Gli azotati segnano aumenti intorno al 30%, mentre i fertilizzanti potassici e fosfatici registrano incrementi medi del 15%. Non solo: molti agricoltori ci segnalano difficoltà persino nel reperire questi prodotti, nonostante le prenotazioni con caparra effettuate già nel mese di gennaio».

La situazione appare ancora più critica per il comparto florovivaistico, dove si registra un’impennata dei costi del materiale plastico utilizzato per il rinvaso delle specie floricole e vivaistiche. In questo caso gli aumenti arrivano fino al 50%, aggravando ulteriormente il quadro economico delle aziende del settore.

Il momento è particolarmente delicato perché coincide con una fase centrale delle attività agricole. In questi giorni, infatti, gli agricoltori sono impegnati nella preparazione dei terreni e nelle concimazioni di colture strategiche per l’economia agricola del territorio: grano, pomodoro da industria, ortaggi, vigneti per uva da tavola e da vino e oliveti.

«Una situazione raccapricciante – sottolinea De Noia – che mette seriamente a repentaglio l’avvio della stagione produttiva. Gli agricoltori devono sostenere costi sempre più elevati proprio mentre stanno preparando i campi e avviando le colture. Così diventa difficile lavorare con serenità e garantire la continuità delle produzioni che poi arrivano sulle tavole dei consumatori».

Il rischio, avverte la Cia, è che gli effetti della crisi internazionale si traducano in un ulteriore colpo per il sistema agroalimentare, con ripercussioni non solo per le imprese agricole ma anche per i consumatori finali.

«Questa situazione colpisce indiscriminatamente agricoltori e famiglie – continua il presidente provinciale della Cia Levante – perché alla fine saranno proprio i cittadini a vedere ridursi il proprio potere d’acquisto. È un vero salasso per l’intero sistema agroalimentare pugliese e nazionale».

Nonostante il quadro difficile, molte aziende stanno comunque continuando a produrre per non interrompere le attività già avviate all’inizio dell’anno, accettando margini di guadagno sempre più ridotti pur di garantire la continuità produttiva.

Da qui l’appello della Cia – Agricoltori Italiani Levante alle istituzioni regionali e nazionali affinché si intervenga con misure urgenti.

«Dalle nostre campagne – conclude De Noia – si alza un forte grido d’allarme. Chiediamo che i governi regionali approvino atti concreti per impedire fenomeni speculativi e rafforzino i controlli sui prezzi. Serve inoltre un confronto costruttivo con il Governo nazionale, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, per individuare soluzioni efficaci e affrontare quella che ormai appare come una vera e propria tempesta perfetta per il settore agro-floro-vivaistico».

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