Rincari sospetti, il Codacons si rivolge alle Procure pugliesi: «Verificare possibili manovre speculative»

foto di Distributore di benzina

Il cuore della denuncia riguarda il comparto dei carburanti, settore particolarmente sensibile in Puglia e nell’area metropolitana di Bari

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L’escalation dei prezzi che nelle ultime settimane sta colpendo carburanti, prodotti agricoli, alimentari e materie prime approda ora nelle Procure della Repubblica di Bari, Brindisi, Lecce, Foggia e Taranto. Il Codacons ha depositato un esposto formale chiedendo l’avvio di indagini penali per accertare se dietro gli aumenti si nascondano manovre speculative che sfruttano la crisi in Medio Oriente come leva per ritoccare i listini.

Nel documento, l’associazione parla di un contesto economico globale attraversato da tensioni che rischiano di diventare terreno fertile per distorsioni del mercato. «Le crisi geopolitiche e le tensioni nei mercati energetici allo stato attuale rappresentano momenti di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale», si legge nell’esposto. Una fragilità che, secondo il Codacons, si riflette direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla stabilità dell’intero sistema economico.

Il cuore della denuncia riguarda il comparto dei carburanti, settore particolarmente sensibile in Puglia e nell’area metropolitana di Bari, dove la mobilità privata e il trasporto su gomma restano centrali. L’associazione ricorda che in Italia la rete ordinaria vende oltre 23 miliardi di litri di carburante l’anno, una quantità tale da rendere rilevante anche il più piccolo aumento del prezzo unitario. «Appare evidente come anche incrementi apparentemente contenuti nel prezzo unitario possano generare, su scala nazionale, trasferimenti economici di enorme entità a carico dei consumatori», sottolinea il Codacons.

Ma l’allarme non riguarda solo la benzina. L’esposto segnala che «negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui quella energetica, agricola, alimentare e industriale».

In Puglia, che vede nell’agricoltura un pilastro economico, il rischio di un effetto domino è concreto. L’associazione richiama le segnalazioni di osservatori del settore agroalimentare, secondo cui il rialzo dei carburanti starebbe già incidendo sui costi dei fertilizzanti, delle materie prime agricole e dei prodotti ortofrutticoli, con aumenti che si riflettono direttamente sui consumatori.

Il Codacons punta l’attenzione anche sulle materie prime industriali, dove si registrano rincari che in alcuni casi vengono giustificati con le tensioni geopolitiche e con il timore di interruzioni nelle forniture energetiche. L’associazione cita, tra gli altri, gli aumenti richiesti da alcuni fornitori di plastiche utilizzate per la produzione di bottiglie di acqua minerale, che avrebbero parlato di rialzi fino al trenta per cento. Una dinamica che, secondo il Codacons, «merita approfondita verifica sotto il profilo della reale incidenza sui costi di produzione».

Il quadro si completa con i rincari segnalati nel settore edilizio, dove materiali come rame, ferro, alluminio, conglomerato bituminoso e calcestruzzo avrebbero subito aumenti significativi. Anche in questo caso, l’associazione chiede di verificare se tali rialzi siano proporzionati ai reali costi di approvvigionamento o se possano configurare condotte penalmente rilevanti.

Per queste ragioni, il Codacons chiede alle Procure pugliesi di disporre accertamenti sulla dinamica di formazione dei prezzi nei settori energetico, dei carburanti, del gasolio agricolo, dei materiali edilizi, delle materie plastiche e dell’intera filiera agroalimentare. L’obiettivo è stabilire se gli aumenti siano giustificati o se possano integrare i reati di rialzo e ribasso fraudolento e manovre speculative sui prezzi. L’associazione sollecita inoltre l’intervento della Guardia di Finanza e degli organi di polizia giudiziaria per acquisire documentazione su listini, costi di approvvigionamento e passaggi di filiera.

In una regione come la Puglia, e in particolare nell’area di Bari, dove agricoltura, logistica e industria leggera rappresentano settori vitali, l’ipotesi di speculazioni sui prezzi assume un peso ancora maggiore. Le Procure valuteranno ora l’esposto. Se verranno aperti fascicoli, la Puglia potrebbe diventare uno dei primi territori italiani a indagare in modo sistematico l’impatto reale delle tensioni internazionali sui prezzi al consumo.

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