Terlizzi ricorda l’eccidio del prof. Gioacchino Gesmundo e don Pietro Pappagallo

Cittadini e studenti attraverseranno insieme le vie della città in un cammino di riflessione collettiva
Trecentotrentacinque nomi, trecentotrentacinque vite spezzate in una cava alla periferia di Roma, il 24 marzo 1944. Tra loro due martiri terlizzesi.
A ottantadue anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, il Comune di Terlizzi scende in piazza per onorare la memoria del prof. Gioacchino Gesmundo e di don Pietro Pappagallo, due figli di questa terra trucidati dalla ferocia nazifascista dopo mesi di prigionia in Via Tasso. Due uomini che avevano scelto il coraggio della verità, contro la complicità del silenzio.
“Il 24 marzo non è solo una data sul calendario della storia; è una ferita aperta che ancora oggi parla alla nostra coscienza. Ricordare significa onorare il prof. Gesmundo e don Pietro Pappagallo, ma significa soprattutto rivolgersi ai giovani: sono loro i custodi del domani e i destinatari privilegiati di questa eredità. Affinché il sacrificio di chi ci ha preceduto non vada perduto, dobbiamo trasformare la memoria in azione” – afferma il Sindaco Michelangelo De Chirico.
Ed è proprio ai giovani che guarda la manifestazione commemorativa in programma domani mattina, mercoledì 25 marzo 2026. Su richiesta delle scuole cittadine il corteo è stato posticipato di un giorno: una scelta precisa, perché coinvolgere le nuove generazioni è una priorità, non un’opzione.
Cittadini e studenti attraverseranno insieme le vie della città in un cammino di riflessione collettiva. La cerimonia si concluderà alMonumento dedicato ai Martiri, con un omaggio floreale e interventi degli studenti.
Ricordare le Fosse Ardeatine significa dire no all’indifferenza e ribadire che democrazia e pace non sono conquiste date per scontate, ma fondamenta da custodire ogni giorno.
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