Due giorni per ricordare i martiri delle Fosse Ardeatine: l’omaggio della Pro Loco a Pappagallo e Gesmundo

La memoria chiama, Terlizzi risponde: è tempo di “Sarà Primavera”
Ricordare l’Eccidio delle Fosse Ardeatine non è un rituale stanco, né un obbligo dettato dal calendario civile: è un atto vivo, necessario, un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che scegliamo di diventare.
È da questa consapevolezza che prende forma, nella città di Terlizzi, per l’ottantaduesimo anniversario, il programma “Sarà Primavera”, un percorso di memoria attiva nel calendario che coinvolge scuole, istituzioni e cittadini in un percorso che va oltre la celebrazione e che spazia dalle marce per la legalità ai dibattiti storici, con proiezioni cinematografiche, conferenze e talk.
Trova il suo cuore pulsante nelle giornate del 26 e 27 marzo, dedicate ai suoi figli più nobili: Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo.
Due giornate dense, pensate non solo per ricordare, ma per trasmettere. Perché la memoria, se non si fa racconto condiviso, rischia di scolorire; e invece a Terlizzi diventa linguaggio contemporaneo, capace di parlare soprattutto ai più giovani.
Giovedì 26 marzo, nella sala consiliare presso l’Ufficio Servizi Sociali in Corso Vittorio Emanuele,26 dalle ore 18,30, va in scena “La buona battaglia: dalla storia allo schermo”, un appuntamento che unisce rigore storico e narrazione cinematografica. L’iniziativa, promossa dal Comune e dalla Pro Loco UNPLI Terlizzi, si configura come un momento di approfondimento sulla genesi della fiction dedicata a Don Pietro Pappagallo.
Non è solo un talk, ma un viaggio dentro la costruzione della memoria audiovisiva. In collegamento il regista Gianfranco Albano, che restituisce il senso di un’opera capace di trasformare la storia in emozione condivisa. Al centro, l’interpretazione intensa di Flavio Insinna, che ha saputo incarnare la figura del sacerdote terlizzese con autenticità e profondità.
Un contributo determinante, spesso poco noto al grande pubblico, è quello del professor Antonio Lisi: conoscitore diretto della figura di Don Pietro, offrì indicazioni preziose sull’atteggiamento, il portamento e perfino l’accento del sacerdote, consentendo all’attore di calarsi pienamente nel personaggio. Un passaggio che restituisce il senso più alto della collaborazione tra memoria storica e rappresentazione artistica.
A suggellare la serata, la distribuzione di un opuscolo agile, tratto dal libro del prof. Antonio Lisi “Don Pietro Pappagallo. Un eroe,un santo”, pensato per le scuole: uno strumento semplice ma incisivo, destinato a diventare seme di conoscenza per le nuove generazioni.
Se il 26 marzo è il giorno della riflessione, il 27 diventa quello dell’esperienza diretta. La “Giornata di cinema e riflessione” porta la fiction “La buona battaglia” tra gli studenti, con proiezioni dedicate della durata di circa 100 minuti.
È qui che il progetto rivela la sua anima più profonda: parlare ai ragazzi nel loro linguaggio, utilizzando il cinema come veicolo di memoria. Le immagini scorrono, i volti prendono vita, e la storia si fa vicina, tangibile. Non più solo racconto, ma identificazione.
La visione non è fine a se stessa: è accompagnata da momenti di confronto, da spazi di riflessione che trasformano lo spettatore in cittadino consapevole.
Determinante, in entrambe le giornate, è il ruolo della Pro Loco UNPLI Terlizzi, autentico motore organizzativo e culturale dell’iniziativa. Sotto la guida del presidente Franco Dello Russo, l’associazione conferma la propria vocazione: non solo promozione del territorio, ma costruzione di identità. Accanto a lui, la vicepresidente Laura Giovine, figura centrale anche per l’impronta comunicativa dell’evento. È sua, infatti, la realizzazione grafica della copertina dell’opuscolo e della locandina: un lavoro che unisce sensibilità artistica e rigore storico, contribuendo a rendere immediatamente riconoscibile e coinvolgente l’intero progetto.
A impreziosire ulteriormente l’incontro del 26 marzo sarà il momento istituzionale dei saluti e degli interventi, che conferirà profondità e coralità all’intera iniziativa. Ad aprire i lavori saranno il sindaco Michelangelo De Chirico e l’assessora alla cultura Daniela Zappatore, a testimonianza di un impegno amministrativo concreto nella costruzione di una memoria condivisa e partecipata.
Seguiranno gli interventi del presidente della Pro Loco UNPLI Terlizzi, Franco Dello Russo, della vicepresidente Laura Giovine, della giurista Franca Maria Lorusso e di Antonio Lisi, nipote del biografo del sacerdote terlizzese. Voci diverse ma convergenti, che contribuiranno a restituire, ciascuna dal proprio osservatorio, il valore umano, storico e civile della figura di Don Pietro Pappagallo, intrecciando memoria personale e coscienza collettiva in un racconto capace di parlare al presente.
Un impegno che va oltre l’organizzazione: è visione culturale, è investimento sul futuro. Perché parlare ai giovani significa garantire continuità alla memoria, evitare che il sacrificio di uomini come Pappagallo e Gesmundo resti confinato nei libri.
“Sarà Primavera” non è solo un titolo evocativo. È una dichiarazione d’intenti. In un tempo in cui la memoria rischia di essere sopraffatta dalla velocità del presente, Terlizzi sceglie di rallentare, di fermarsi, di ricordare. E lo fa guardando avanti. Perché ogni opuscolo consegnato, ogni proiezione, ogni parola ascoltata da uno studente è un gesto di semina. I “fiori del partigiano”, evocati nel programma, non sono solo simbolo: sono responsabilità quotidiana.
In queste due giornate si compie, dunque, qualcosa di più di una commemorazione. Si rinnova un patto tra generazioni. E Terlizzi, ancora una volta, dimostra che la memoria, quando è condivisa, non appartiene al passato: è materia viva, capace di costruire il futuro.
Maurizio Vino
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