Terlizzi riscopre Don Ferdinando Fiore: una memoria restituita alla città

Lunedì 20 aprile alle ore 19 nella Sala Consiliare
Terlizzi prova a riannodare i fili della propria storia, riportando alla luce figure che il tempo ha progressivamente messo ai margini. Accade con Don Ferdinando Fiore, protagonista dell’incontro in programma lunedì 20 aprile alle ore 19 nella Sala Consiliare, nell’ambito del ciclo “Terlizzi e le glorie cittadine: fra lustro, onori e oblio”.
Un appuntamento che non è solo commemorazione, ma un vero esercizio di memoria collettiva. Perché quella di Fiore è una vicenda emblematica: sacerdote, precettore, patriota. Ma soprattutto uomo capace di pensare l’educazione in modo radicalmente innovativo per il suo tempo.
Nella Terlizzi dell’Ottocento, Don Ferdinando Fiore immagina una scuola aperta, inclusiva, accessibile. Un’idea di formazione che mette al centro la persona e non l’istituzione, che rompe gli schemi e anticipa, per molti aspetti, modelli pedagogici che oggi definiremmo contemporanei. Una visione libera e profondamente umana, che non si piega alle logiche del potere.
Ed è proprio questa libertà, probabilmente, a segnare il suo destino. Restare fedele alle proprie idee, anche quando ciò significava entrare in contrasto con l’autorità ecclesiastica, lo ha condotto progressivamente ai margini della narrazione ufficiale. Un oblio che oggi la città prova a colmare.
L’iniziativa vedrà i saluti istituzionali del sindaco Michelangelo De Chirico e dell’assessora alla cultura Daniela Zappatore. A guidare il racconto sarà Francesco Vino, docente e scrittore, chiamato a ricostruire il profilo umano e intellettuale di Fiore, restituendone complessità e attualità.
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