Olivicoltura, la Puglia porta la crisi del settore al tavolo delle Regioni: «Servono interventi urgenti e strutturali»

Al centro del confronto, la situazione di crescente sofferenza economica che interessa migliaia di imprese agricole e produttori

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Riportare la crisi dell’olivicoltura e dell’industria olearia al centro dell’agenda nazionale e costruire strumenti concreti per sostenere un comparto strategico che attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni. È questo l’obiettivo che la Regione Puglia ha posto all’attenzione della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, riunitasi il 4 giugno, su iniziativa congiunta di Puglia e Calabria.

Al centro del confronto, la situazione di crescente sofferenza economica che interessa migliaia di imprese agricole e produttori, stretti tra l’aumento dei costi di produzione, le dinamiche di mercato e la riduzione dei margini di redditività. La richiesta avanzata dalle due regioni meridionali ha consentito di inserire formalmente il tema all’ordine del giorno della seduta, aprendo un dibattito sulle possibili misure di sostegno da adottare a livello nazionale ed europeo.

A rappresentare la Regione Puglia è stato l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, che ha illustrato una serie di proposte finalizzate a garantire liquidità immediata alle aziende e a creare condizioni più favorevoli per la tenuta del comparto.

Tra le priorità indicate figura la riattivazione di strumenti finanziari che consentano l’anticipazione dei titoli della Politica Agricola Comune (PAC), permettendo così alle imprese di accedere rapidamente alle risorse necessarie per affrontare l’attuale fase di difficoltà.

«Il riconoscimento dello stato di crisi del comparto – dichiara l’assessore Paolicelli – consentirebbe inoltre alle aziende di poter rinegoziare le esposizioni bancarie, alleggerendo la pressione finanziaria che oggi grava su molte realtà produttive. Parallelamente, riteniamo fondamentale rafforzare i controlli e la tracciabilità lungo tutta la filiera, per tutelare l’origine e la qualità dell’olio extravergine italiano, valorizzando il lavoro dei produttori e dando continuità alle azioni di promozione del Made in Italy avviate a livello nazionale».

La Regione ha inoltre proposto l’attivazione delle misure sullo stoccaggio previste dal regolamento europeo 1308/2013, uno strumento considerato utile per contribuire alla stabilizzazione del mercato e favorire un riequilibrio dei prezzi in vista della prossima campagna olearia.

Secondo l’assessore pugliese, la fase attuale richiede interventi coordinati e una strategia di medio periodo che vada oltre le misure emergenziali.

«Occorre dare ossigeno alle aziende e costruire condizioni di maggiore stabilità per il comparto – conclude Paolicelli –. L’olivicoltura rappresenta un patrimonio economico, sociale e identitario per la Puglia e per il Mezzogiorno, e va sostenuta con una strategia condivisa che metta insieme sostegno finanziario, tutela della qualità e strumenti di regolazione del mercato».

L’iniziativa pugliese ha raccolto attenzione all’interno della Commissione, confermando la rilevanza nazionale di un settore che rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano e che vede proprio nel Mezzogiorno il suo principale bacino produttivo.

«A nome della Regione Puglia ringrazio il presidente della Commissione Politiche Agricole Bond e tutti gli assessori regionali per l’attenzione, la sensibilità istituzionale e la collaborazione dimostrata su una questione che riguarda uno dei comparti più strategici dell’agroalimentare italiano – conclude Paolicelli –. La situazione che stanno vivendo le aziende olivicole e olearie richiede interventi urgenti, concreti e strutturali per garantire continuità produttiva, tutela del reddito e stabilità del mercato».

Il confronto avviato in sede di Conferenza delle Regioni rappresenta ora il primo passo verso la definizione di un percorso condiviso che possa tradursi in misure operative a sostegno di una filiera che, soprattutto in Puglia, non rappresenta soltanto un settore economico, ma un elemento identitario del territorio e del paesaggio agricolo italiano.

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