Terlizzi “on air”: il Portale di Anseramo secondo Princeton e la Festa Maggiore per l’Istituto Luce

© istituto luce
Due testimonianze – risalenti ai primi del '900 – dell'interesse suscitato dal patrimonio artistico-architettonico e dalle tradizioni della nostra città tra gli studiosi e i divulgatori culturali. Da Roma agli Stati Uniti
Come si sa, “nemo propheta in patria”: nessuno è profeta in patria. È difficile, quasi impossibile, ottenere i meritati riconoscimenti nella propria comunità d’appartenenza. Succede, è successo, continuerà forse a succedere anche a Terlizzi, i cui abitanti sono i primi, spesso, a sottostimare le risorse e le peculiarità della città.
Per fortuna, nel corso della sua storia Terlizzi ha goduto anche dell’ammirazione di alcuni estimatori forestieri. Quelle che vi proponiamo sono due testimonianze concrete dell’interesse che alcuni studiosi e divulgatori scientifici hanno mostrato nei confronti delle bellezze e delle tradizioni della nostra città, sin da tempi non sospetti.
La prima risale ai primi anni del ‘900, quando F. Hamilton Jackson, vicepresidente della “Società dei disegnatori” presso la rinomata università di Princeton, Usa, intraprese un “pellegrinaggio fotografico” lungo le coste italiane dell’Adriatico, sulle tracce delle bellezze – fino a quel momento largamente sconosciute, specialmente oltreoceano – dell’Italia Meriodionale, in particolare della Puglia.
Tra le perle immortalate dallo studioso, monumenti d’immenso valore storico-architettonico come la Cattedrale di San Valentino e la corte del Palazzo Sylos Labini a Bitonto, il Duomo di Ruvo di Puglia, di Molfetta e Giovinazzo (dal cui porto vecchio è stata tratta, pure, una “marina”). Ma anche, udite udite, il meno noto portale di Anseramo, appartenente alla cattedrale romanica di Terlizzi, demolita per far posto a quella attuale.
Il risultato di questo “viaggio iconografico” in Italia, l’ennesimo di una lunga e nobile tradizione di memorie odeporiche, è incluso nel volume – pubblicato nel 1906 – “The shores of Adriatic. The Italian side. An architectural and archaeological pilgrimage”. Il cui titolo, tradotto in italiano, suona più o meno “Le coste del mare Adriatico. La parte italiana. Un pellegrinaggo architettonico e archeologico” e la dice lunga sul livello di considerazione di cui il Belpaese ha goduto e – nonostante tutto – continua a godere presso gli amanti dell’arte e della cultura di ogni tempo e luogo: un amore che sconfina nella venerazione.
A proposito di folclore e religione naturale. Pochi anni dopo, nel giugno del 1930, il mitologico Istituto Luce, una delle istituzioni culturali più importanti – per non dire nevralgiche – dell’Italia fascista, dedicò a Terlizzi un’edizione speciale del Giornale Luce, la numero 6. Al centro dell’attenzione, la Festa Maggiore, i cui momenti salienti furono riproposti in un video della durata di circa due minuti, denominato un po’ ingenuamente “La caratteristica processione del Carro”. Vi si può riconoscere la macchina da festa che procede lentamente, mossa dai timonieri e dagli uomini di fatica, dalla vecchia chiesa di Santa Maria delle Stella lungo le strade del centro. La accompagna una folla commossa e plaudente, espressione genuina del fervore popolare. Queste le didascalie recitate, con voce proverbialmente retorica, dallo “speaker” di regime:
Si svolge a Terlizzi la tradizionale processione della Madonna di Sovereto ; il grande carro che sfilerà in processione nelle vie della cittadina pugliese ; particolari della ‘macchina’ ; due teste di toro in cartapesta ornano la loggia edificata sulla parte anteriore del carro ; il tabernacolo che ospita l’immagine della Madonna ; sulle rampe che portano al tabernacolo gruppi di bambini portano tra le braccia grandi fasci di gigli ; un pastorello accarezza il vello di una pecora bianca ornato di fiori ; il carro imponente inizia la sfilata guidato con una barra da quattro uomini nei costumi tradizionali ; la macchina da presa percorre lentamente l’elaborata costruzione sino alla torre che la sovrasta ; inquadratura del carro e degli uomini che lo guidano con sforzo evidente ; ancora momenti della processione ; i notabili del paese seguono il carro tenendo un lungo cero in mano ; ancora particolari dei quattro uomini che reggono la barra di guida ; veduta dall’alto ; totale d’insieme ; il carro occupa quasi interamente lo stretto corso del paese ; numerosa la folla accorsa per assistere all’avvenimento ;
Si tratta di un documento dal valore inestimabile, che ogni terlizzese dovrebbe guardare attentamente, riconoscendovisi come in uno specchio. L’auspicio è, appunto, che queste due testimonianze possano contribuire a prendere definitivamente coscienza del notevole patrimonio storico-culturale di una città che – pur parzialmente “oscurata” da alcuni dei centri storici più affascinanti del Meridione d’Italia – non può e non deve rinunciare a coltivare le proprie potenzialità – in anni in cui, purtroppo, la bellezza non rappresenta più forse un valore prioritario e inalienabile e la cultura è sempre più spesso un ambito soggetto a compromessi, limitazioni e condizionamenti.
(TerlizziLive ringrazia Michele Amendolagine e Pietro Guastamacchia)
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro