Disordini al corteo di Catania, condanna a un anno per un giovane terlizzese

Il giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena
C’è anche un giovane originario di Terlizzi, oggi residente a Bari, tra i quattro imputati dell’area barese condannati per i fatti avvenuti a Catania il 17 maggio 2025 durante la manifestazione promossa dalla «Rete No Ddl Sicurezza».
Il processo, celebrato con rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Catania Stefano Montoneri, si è concluso con pene detentive e sanzioni pecuniarie nei confronti dei quattro giovani originari o residenti tra Bari e provincia.
Al giovane nato a Terlizzi è stata inflitta la pena di un anno di arresto e mille euro di ammenda per il reato di travisamento. Secondo quanto contestato, durante il corteo avrebbe coperto integralmente il volto rendendo più difficile la propria identificazione. Il giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena.
La stessa condanna è stata pronunciata nei confronti di un ventunenne nato ad Acquaviva delle Fonti e residente a Bari, anche lui chiamato a rispondere di travisamento in luogo pubblico.
Il procedimento era nato dagli episodi di tensione verificatisi lungo il corteo catanese, durante il quale si registrarono lanci di oggetti contro le forze dell’ordine, utilizzo di indumenti per coprire il volto e imbrattamenti con vernice spray su edifici pubblici e condominiali.
Tra gli imputati anche una ventiduenne originaria di Bari e residente nel Messinese. La giovane, accusata di essersi travisata e di aver imbrattato con bombolette spray il muro dell’istituto scolastico «Archimede» di Catania, è stata condannata a sette mesi di reclusione.
Anche in questo caso è stata concessa la sospensione condizionale della pena, subordinata però alla ripulitura e al ripristino del muro danneggiato, a proprie spese, entro sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza.
Più complessa la posizione di un ventitreenne residente a Locorotondo, al quale era contestato anche il reato di devastazione in concorso per i ripetuti lanci di pietre, petardi e ordigni pirotecnici contro i reparti delle forze dell’ordine.
Da questa accusa il giovane è stato assolto perché il fatto non sussiste. Il giudice ha disposto anche la cessazione delle misure cautelari legate a quel capo d’imputazione.
Il ventitreenne è stato invece ritenuto responsabile di travisamento e dell’imbrattamento di alcuni muri di via Muscatello con scritte spray, ricevendo una condanna complessiva a undici mesi di reclusione.
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