Casa in affitto a Terlizzi, per 80 metri quadrati servono 384 euro al mese

Il canone assorbe il 28% del reddito netto medio, sei punti in più rispetto a Corato
Un appartamento di 80 metri quadrati in affitto a Terlizzi costa, secondo le quotazioni di riferimento, 384 euro al mese. Una spesa di 4.608 euro all’anno, che rappresenta il 28% del reddito netto medio dichiarato dai contribuenti residenti.
È il dato che emerge dall’analisi di Quadrivo sul mercato delle locazioni nella provincia di Bari. L’elaborazione incrocia i valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate con le dichiarazioni dei redditi, per misurare quanto incida il costo di un’abitazione sulle disponibilità economiche medie dei contribuenti.
Terlizzi presenta un valore identico a quello di Ruvo di Puglia, sia per il canone mensile di riferimento sia per la percentuale di reddito assorbita. Diversa, invece, la situazione di Corato, dove un’abitazione della stessa superficie presenta un affitto di 304 euro mensili, con un’incidenza del 22%.
Tra Terlizzi e Corato la distanza economica è dunque di 80 euro al mese e di sei punti percentuali nel rapporto tra canone e reddito. Una differenza che, proiettata sull’intero anno, si traduce in 960 euro.
Anche Bitonto registra valori più contenuti: 336 euro al mese per 80 metri quadrati, equivalenti al 23% del reddito netto medio.
A Bari il canone sale invece a 496 euro mensili. La quota di reddito necessaria a sostenerlo, tuttavia, resta pari al 28%, esattamente come a Terlizzi. La stessa incidenza percentuale, quindi, corrisponde a importi sensibilmente differenti.
Il confronto mostra perché il prezzo di un immobile, considerato isolatamente, non sia sufficiente per descrivere il peso economico dell’abitare. A determinare il risultato contribuisce anche il reddito medio dei residenti.
Nel Barese, il valore più elevato è quello di Polignano a Mare, dove l’affitto di 80 metri quadrati raggiunge i 536 euro mensili e assorbe il 38% del reddito netto. Seguono Mola di Bari, Monopoli e Molfetta con il 31%.
Per Terlizzi emerge così un’incidenza superiore a quella di diversi comuni dell’area, pur in presenza di canoni inferiori rispetto ai maggiori centri della provincia.
I dati utilizzati riguardano il secondo semestre 2025 per le quotazioni OMI e l’anno d’imposta 2024 per i redditi, calcolati al netto dell’IRPEF e delle addizionali. L’indicatore non descrive le condizioni di ogni singola famiglia, ma consente un confronto omogeneo tra comuni sulla base dei valori medi.
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