Città Civile: «I consiglieri che ricevono deleghe da assessore si devono dimettere»

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«Ci rivolgeremo al prefetto», avverte il movimento civico, che si appella al principio dell’incompatibilità – sancito dal Testo Unico sugli Enti Locali – tra le due cariche
«Con il rinnovo delle deleghe ai consiglieri comunali da parte del sindaco viene perpetuata una grave violazione di legge, tanto più lesiva degli interessi della comunità ad un anno dal rinnovo del consiglio comunale». Lo afferma una nota di Città Civile, che attacca: «Raccolta dei rifiuti, servizi sociali, manutenzioni: è evidente infatti che la delega a tre consiglieri comunali significa delimitare tre precise aree di produzione del consenso elettorale».
Questo, secondo il movimento civico, è vietato dalla legge: «Infatti il Testo Unico sugli Enti Locali ha introdotto il principio dell’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere comunale». Un principio ferreo, tanto da «obbligare il consigliere comunale eletto a dimettersi nel momento in cui viene nominato assessore, ricevendo appunto una vera e propria “delega” dal Sindaco. È il caso in questa consiliatura di Franco Tesoro che, eletto consigliere, si è dovuto dimettere al momento della nomina ad assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici».
«Lo strumento della delega con funzioni consultive e di rappresentanza potrebbe essere in effetti un utile e proficuo strumento di governo su alcune particolari tematiche – prosegue la nota, – ma a condizione che il conferimento riguardi persone non presenti in consiglio comunale. In questi caso, nei comuni nei quali questo strumento è stato usato bene, la figura si aggiunge per delega “interna” ai consiglieri (si parla infatti di “consigliere aggiunto”), per lo svolgimento di un’attività ausiliaria di studio, proposta e vigilanza in determinati settori, non si confonde con quella degli assessori».
Il movimento fa notare che il Ministero dell’Interno (Direzione generale dell’amministrazione civile, Direzione centrale delle autonomie) ha più volte ritenuto inammissibile l’attribuzione di deleghe con rilevanza esterna ai consiglieri comunali, con il conforto della giurisprudenza amministrativa, che ritiene inammissibile la confusione in capo al medesimo soggetto del ruolo di controllore e di controllato. Senza parlare del fatto che, «qualora la delega afferisca a compiti riguardanti interi settori dell’amministrazione comunale, è il caso dei servizi sociali e della pubblica istruzione, si verrebbe ad aumentare in modo surrettizio il numero degli assessori».
Esemplare, secondo Città Civile, «è il caso dell’assessore all’ambiente, il quale firma manifesti pubblici spendendo la responsabilità esterna dell’ente. Esso è per giunta il principale referente in tema di raccolta di rifiuti, settore delicatissimo e oggetto di un’inchiesta della Dda di Bari. Ed infatti, prima dei tanti proclami, sindaco e assessore delegato “contro-legge” dovrebbero spiegare quali sono le ragioni che hanno indotto a lasciare la società Asv di Bitonto e ad affidare il servizio all’Asipu di Corato proprio alla vigilia dell’avvio del nuovo servizio di porta-a-porta. Questa ulteriore pratica illegittima purtroppo conferma ulteriormente la costante violazione di norme di legge da parte di questa amministrazione per l’intero arco temporale del proprio mandato. Pertanto, riteniamo doveroso rivolgerci ancora una volta al Prefetto e alle altre Autorità Superiori per denunciare questa situazione di permanente e diffusa di illegalità».
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