Rifiuti, il Pd ruvese striglia Gemmato: «Con quella tabella ha trattato i terlizzesi come allocchi»

La Redazione
i dati diffusi nell'assemblea del 14 gennaio

Il partito ruvese contesta i dati relativi al costo per abitante del servizio di gestione dei rifiuti nei comuni dell'Aro 1, forniti dal sindaco durante l'assemblea pubblica sul porta a porta

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Al Partito Democratico di Ruvo di Puglia non va giù il modo in cui Gemmato, durante l’assemblea pubblica sull’imminente avvio della differenziata porta a porta tenutasi alcuni giorni fa in Pinacoteca, ha presentato i dati relativi ai costi del servizio di smaltimento dei rifiuti nei Comuni consorziati all’Aro Ba 1 (tra cui ci sono proprio i cugini ruvesi, oltre alle amministrazioni di Molfetta, Bitonto e Corato).

Durante il suo intervento il sindaco, con l’ausilio di una tabella illustrativa, aveva spiegato ai numerosi cittadini presenti che Terlizzi, tra i cinque comuni del sodalizio, è quello che ha il più basso costo medio per abitante, mentre quello di Ruvo di Puglia è il più alto. Ma il Pd ruvese non ci sta e replica con un comunicato:

«Appare grottesco che il sindaco di un comune limitrofo, per giustificare l’inefficienza della propria amministrazione, che non ha ancora iniziato a differenziare seriamente, si permetta di decantare i propri risultati attraverso una tabellina per allocchi in cui il suo comune appare meno esigente degli altri in termini di costi. Come a dire “vedete quanto sono bravo! Paghiamo meno di tutti!”».

«E come ricava il dato? – continua la nota del Pd, – Prende il costo totale Tari 2015 del comune di Ruvo (€ 4.403.152,48), lo divide per il numero di abitati (25.574) ed ecco che a Ruvo si pagano € 172,17 ad abitante. Inutile dire che da siffatto inutile calcolo Terlizzi ne esce vincitrice con il dato più basso di tutti: € 156,43!».

«Qualcuno dovrebbe spiegare al Sindaco limitrofo che i calcoli sono un tantino più complessi, suvvia!», ironizza il Pd ruvese, che fa notare che i dati messi in rapporto nella tabella non sono comparabili: «Il costo/abitante non tiene conto della duplicità della tariffa (domestica e non) e non tiene conto del fatto che non pagano la Tari i singoli individui, ma i singoli nuclei familiari, oltre al fatto che i due comuni hanno individuato differenti categorie di attività per le utenze non domestiche e per le utenze domestiche Terlizzi ha eliminato la parte variabile della tariffa (quella in base al numero dei componenti). Il comune viciniore fa pagare la stessa tassa per una abitazione di 100,00 mq indipendentemente dal numero di componenti che la occupano! E poi mette in mostra i risultati del costo per abitante! Qualcuno dovrebbe spiegare che chi sporca sono le persone non solo le superfici occupate. Ruvo ha la superficie comunale (compresa quella urbana) tra le più estese della Puglia: ben 223 km quadrati! Terlizzi ha una superficie tra le più modeste. Se volessimo per mero spirito di solidarietà statistica distribuire il costo del servizio di nettezza urbana sull’intera superficie comunale, Ruvo avrebbe un costo di soli € 19.730,00 a Km quadrato contro i 61.400,00 di Terlizzi!».

Un serio e ponderato confronto, continua il comunicato, tra il dato ruvese e quello terlizzese, dovrebbe «essere sostenuto dai dati tariffari dei singoli comuni e non da quelli statistici, nel caso fuorvianti e poco rappresentativi: un appartamento di 90mq occupato da 3 persone paga a Ruvo € 258,55, contro i 278,10 di Terlizzi. Uno di 75 mq occupato da due persone paga a Ruvo € 200,04 contro i 231,75 di Terlizzi. Un’abitazione di 60 mq abitata da una sola persona paga a Ruvo € 126,03 contro i 185,40 di Terlizzi».

Insomma, conclude il Pd ruvese, «si è confrontato un chilo di patate con un litro di acqua. Eppure ce lo dicevano in continuazione alle scuole elementari che prima di effettuare una qualsiasi operazione, le quantità devono essere omogenee. Non per distruggere un mito, ma giusto per chiarire».

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