Chi l’ha visto? torna a Terlizzi per il senzatetto Andras. E ci dà una bella tirata d’orecchi. Video

il senzatetto andras

La popolare rubrica della terza rete è tornata a distanza di tre mesi sul caso dell'"uomo della panchina", stigmatizzando il trattamento "poco gentile" riservatogli da molti terlizzesi, specie sui social locali

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“Chi l’ha visto?” ancora a Terlizzi per il caso del senzatetto Andras (o Zoltan, se vi piace).

All’indomani del primo servizio andato in onda a fine settembre, alcuni telespettatori napoletani avevano scritto alla redazione della trasmissione per riferire di aver riconosciuto nel clochard un cittadino ungherese che tempo fa viveva in una zona periferica della città partenopea. L’uomo non sarebbe, dunque, Martin Bohdal, il giovane rampollo viennese che da più di quindici anni ha fatto perdere le sue tracce: anche se alcuni terlizzesi ne sono ancora convinti e lo affermano esplicitamente davanti alle telecamere di Rai Tre, adducendo la motivazione che il “barbone” avrebbe, dopo tutto, una innegabile gentilezza e modi raffinati.

Così la popolare rubrica della terza rete è tornata a distanza di tre mesi nella Città dei Fiori per sondare gli umori e le sensibilità dei suoi abitanti. A cui ha dato una bella tirata d’orecchi, stigmatizzando il trattamento poco gentile riservato troppo spesso, in questi mesi, al senza fissa dimora, soprattutto sui social locali. Nella fattispecie, il servizio ha mostrato il testo di alcuni post e commenti di tenore xenofobo apparsi sulla comunità facebook “Mezz o’ borg”, in cui Andras viene attaccato senza mezze misure e definito molesto, pericoloso, forse malato. Tanto si è fomentato l’odio nei suoi confronti – è l’atto di accusa del programma – che in novembre alcuni crudeli individui hanno fatto esplodere una bomba carta sotto il suo giaciglio.

Non si sono fatte attendere le reazioni dei terlizzesi, segnatamente tra gli utenti della piazza virtuale chiamata in causa, che non ci stanno e protestano che il “taglio” dato al servizio farebbe di tutta un’erba un fascio. L’amministratore del forum, Pasquale Biscotti, ha precisato stamattina di aver già inviato alla redazione del programma una nota in cui dichiara di aver sempre censurato tutto ciò che poteva definirsi intollerante, razzista o incintante all’odio nei confronti del senzatetto. Biscotti non concorda con le valutazioni espresse dall’inviata di Rai Tre: 

“Si è corso il rischio di dare un’immagine distorta dando sentore di una Comunità apparentemente indifferente e ostile e sappiamo bene, quantunque questo sia stato anche dichiarato dallo stesso cronista, che questi atti di intolleranza (a riguardo della bomba carta, come veniva affermato nel servizio andato in onda) sono stati generati da alcuni deficienti che si potevano facilmente individuare, all’epoca, con un’accurata indagine.

Ora, l’incompletezza dell’informazione sta nel fatto, non meno importante, che oltre ad apparire su questo Gruppo commenti ostili verso il “senzatetto” non ha (e non so se volutamente o meno) altresì dichiarato che gli stessi “commenti” o “post”, dopo essere stati segnalati, sono stati “rimossi” e gli “autori sono stati immediatamente “bannati e bloccati” cioè allontanati in via definitiva da questo gruppo di opinione.

Questo dettaglio, a mio parere, molto importante è stato tralasciato e non menzionato, ritengo perciò che l’informazione data dai giornalisti sia stata alquanto incompleta e non corrispondente alla totale realtà dei fatti e vorrei pensare che ciò non sia stato fatto in malafede”.

Una degli intervistati dalla trasmissione, Francesa Romana De Nicolo, invita però a fare un collettivo mea culpa: “l’intervista è stata tagliata in molte parti“, ammette la donna, ma “non dimentichiamo che siamo balzati alla cronaca per fatti come: aggressione al senzatetto, panchina bruciata, bomba carta! Su questo gruppo è stato scritto di tutto, per fortuna molto è stato tempestivamente bannato dall’amministratore (addirittura è stato messo in rete un video dell’uomo che faceva i suoi bisogni. O lo avete dimenticato?). Purtroppo di tutto resta una traccia tangibile e ne abbiamo avuto prova e dimostrazione! Quindi prima di scrivere pensiamo a ciò che stiamo scrivendo, ma soprattutto pensiamo che tutto ciò che scriviamo verrà letto da qualcuno che non appartiene al gruppo“.

In questi mesi, oltre che parlare e chiacchierare, molti cittadini hanno provato ad aiutare concretamente Zoltan, ogni giorno, fornendogli cibo, beni di prima necessità – coperte, detergenti, ciotole – e altri oggetti utili. Un’associazione locale, Terlizzi Libera, ha anche scritto una lettera al consolato di Ungheria, senza tuttavia ottenere risposta.

Sappiamo – ne siamo fermamente certi – che al di là della Terlizzi sciatta, pettegola, infingarda, superficiale, ottusa, esiste anche una Terlizzi virtuosa, esemplare, che opera in silenzio, con i fatti. Ma siamo anche tristemente persuasi che i cosiddetti “stangachiazz‘” – i fanfaroni, quelli in perenne malafede, senza arte né parte – sapranno sempre come distinguersi, anche – o soprattutto – se la piazza è virtuale.

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