Regione, verso la rete dei parchi. Foto

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Chiusa ieri la prima fase. Curcuruto: «Integrare al massimo le politiche territoriali»
La Regione Puglia crede nella rete dei parchi.
Nella giornata di ieri una conferenza ha, di fatto, chiuso la prima fase di attività, come spiegato dall’assessore regionale alla Pianificazione territoriale, Anna Maria Curcuruto.
«Costruire la rete dei parchi – ha commentato – significa anche poter attribuire a questa rete una finalità di promozione delle attività che si svolgono all’interno, mettendola a disposizione del turismo a livello nazionale e internazionale. I parchi infatti devono essere uno dei fulcri dell’attività turistica della Puglia».
Alla conferenza presenti anche il direttore del Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e tutela dell’ambiente, Gianluca Nardone, e il direttore del Dipartimento Turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio, Aldo Patruno.
«I parchi – ha spiegato la Curcuruto – possono contribuire anche ad una politica più ampia delle attività turistiche. Consentono infatti non solo la destagionalizzazione del turismo ma anche la sua delocalizzazione, spalmando, ad esempio, la grossa pressione che abbiamo avuto sulle coste nelle ultime estati, sulle aree più vaste che includono le aree interne, quelle dei parchi, così come quelle dei centri storici. In questo modo variamo quindi l’offerta turistica della Puglia che potrebbe andare dal mare alla natura, alla cultura dei centri storici in un insieme integrato tra loro e integrato nella pianificazione regionale».
Obiettivo finale: «Integrare al massimo le politiche territoriali per utilizzare proprio i parchi come un punto cardine dell’economia sia agricola che turistica del nostro territori».
Il territorio pugliese può contare su due parchi nazionali (Gargano e Alta Murgia), undici regionali (tra cui Lama Balice), sette riserve regionali orientate, sedici riserve naturali statali (compresa qiuella delle saline di Margherita di Savoia) e tre aree marine protette.
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