La truffa dell’assicurazione scaduta: in corso a Terlizzi tentativi di raggiro ai danni di anziani

© n. c.
Le vittime sono chiamate al telefono o avvicinate da finti amici o assicuratori che, annunciando un incidente avvenuto a un congiunto, tentano di farsi consegnare del denaro in contante per "sistemare" la situazione
Sono in corso, in queste ore, tentativi di truffa ai danni di alcuni cittadini terlizzesi. Le vittime dei raggiri sono tutte anziane. Vengono chiamate al telefono o avvicinate da finti carabinieri, fasulli assicuratori o sedicenti amici di famiglia, che, annunciando loro un grave disagio o un incidente avvenuto a un congiunto – per lo più un figlio, – tentano di farsi consegnare del denaro in contante, seduta stante, per “sistemare” la situazione. Riportiamo due casi accaduti nelle ultime ore. Uno risale a ieri pomeriggio attorno alle 14, l’altro è avvenuto stamattina:
“Un sedicente carabiniere della tenenza di Molfetta ha chiamato mio nonno ottantenne annunciandogli che una delle loro figlie aveva fatto un incidente automobilistico piuttosto grave – racconta la nipote Francesca. – Aggirando tutte le domande che lui ha immediatamente posto e mantenendo sempre il contatto telefonico, ha fatto in modo di arrivare al punto: gli ha detto che l’assicurazione dell’auto della figlia non era in regola e che, se si fosse scoperto, ci sarebbe stata una grossa penale da pagare. Dopo di che ha chiesto ai miei nonni 4000 euro per saldare i conti con l’assicurazione e si è proposto di mandare qualcuno a ritirare il denaro in contanti.
Presi dall’agitazione, i miei nonni hanno subito fornito anche l’indirizzo di casa. Dopo poco, sono stati raggiunti a casa da un uomo in giacca e cravatta, che si è presentato come un avvocato, tale Angelo (i miei nonni, che ora sono un po’ sotto choc, non ricordano più il finto cognome), che ha cercato di rassicurarli in tutti i modi. A quel punto, tuttavia, mio nonno si è accorto che tutte le sue figlie nel frattempo erano tornate tutte a casa. L’ha fatto subito notare al finto avvocato, che per tutta risposta è fuggito via a bordo di un auto senza fornire spiegazioni. L’episodio è stato denunciato ai Carabinieri”.
La seconda testimonianza riferisce di una “variante” della truffa, messa in scena da un finto amico del figlio:
“Stamane alle 10 e 30 circa, mia madre ottantenne è stata fermata da un tizio su auto grigio chiaro di media cilindrata all’inizio di Via Sovereto all’altezza della villetta di fronte al’ex negozio di prodotti per animali – dice Michele. – Questo fantomatico “Roberto” l’ha salutata dalla macchina spacciandosi per mio amico riferendogli che io l’avevo chiamato per farsi saldare da lei un debito di 1000 euro per una assicurazione scaduta (mostrandole il fascicolo della polizza). Fingendo di essere al telefono con me le ha passato la chiamata in cui si sentiva (male) un altro tizio che la diceva “mamma sono io … non ti sento bene… aiutami e dagli quello che puoi”. Tale Roberto poi incalzava e chiedeva a mia mamma almeno un acconto sul debito (“quello che hai a casa”, diceva … “devo partire, ho fretta e voglio risolvere il problema dell’assicurazione, altrimenti l’auto resta bloccata”). Mia mamma, fortunatamente, ha licenziato il gentile “Roberto” (sulla quarantina, castano scuro, giubbotto scuro, di maniere gentili e affabili) invitandolo a contattare me direttamente per risolvere la questione. Il tizio si è poi allontanato verso Via Sovereto… Oggi pomeriggio sporgerò denuncia. Attenzione!”
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