40mila euro per il Centro antiviolenza, i dettagli del progetto

Elena Albanese
Inaugurazione del Centro antiviolenza

Si chiama "Fenice" e consentirà l'avvìo per 18 mesi di un servizio specialistico ospitato negli sportelli già attivi

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Si chiama “Fenice” e richiama l’uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri il progetto vincitore dello stanziamento di 40mila euro derivante dall’Avviso Pubblico regionale per la presentazione di programmi antiviolenza. Il suo obiettivo è realizzare un servizio integrato suddiviso tra Corato, Ruvo e Terlizzi, i tre Comuni dell’Ambito territoriale numero 3, uno tra i pochi ad aver ottenuto il finanziamento.

In particolare, questi soldi serviranno per la strutturazione del servizio specialistico della durata di 18 mesi per la presa in carico di persone – di qualsiasi sesso, razza, cultura e orientamento sessuale – vittime di violenza subìta o minacciata. L’attività sarà ospitata negli sportelli già attivi e disporrà di sette unità con altrettanti profili professionali: un’educatrice, un’assistente sociale, una psicologa, una psicoterapeuta, un avvocato civilista e uno penalista e una referente amministrativa.

Il progetto prevede anche attività di sensibilizzazione, con una campagna informativa finalizzata alla pubblicizzazione del servizio, convegni, seminari, mostre sui temi delle pari opportunità, dell’educazione di genere e della violenza di genere; di formazione, rivolta a un’ampia platea di soggetti (operatori dei servizi sociali e sanitari, referenti di associazioni, forze dell’ordine e docenti delle scuole) al fine di conoscere, saper riconoscere e affrontare i diversi casi; di sostegno, per promuovere l’autodeterminazione e l’autonomia delle vittime attraverso la realizzazione di percorsi di inserimento nel mondo del lavoro e di approfondimento sulle discriminazioni presenti anche in questo ambito.

“Fenice” è realizzato da una cordata che vede capofila il Centro “RiscoprirSi” di Andria e coinvolge la Asl Ba, la Consigliera di paritá e la Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Puglia, la Casa rifugio “Donne Libere” sempre di Andria e l’associazione Giraffa onlus.

«Un importante riconoscimento per un bel progetto – ha detto in merito l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Ruvo Elisabetta Altamura – che ci consentirà di mettere in campo politiche integrate e specifiche per i cittadini che attraversano periodi di difficoltà legati a vessazioni e violenze. Grazie a questo finanziamento, professionisti di alto profilo potranno svolgere un’importante attività di sostegno, sensibilizzazione e formazione su un tema purtroppo di grande attualità. Il successo del primo appuntamento pubblico di informazione e sensibilizzazione tenutosi lo scorso 3 dicembre nella Pinacoteca “D. Cantatore” ci conferma la bontà della strada intrapresa».

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