Armi alla Polizia Municipale, il consiglio rinvia la discussione. Di Tria: «Aumenterebbero i rischi»

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I consiglieri di Uniti a Sinistra e l'esponente dei Verdi Malerba non hanno partecipato alla seduta di ieri per protesta contro la proposta, la cui discussione è stata rinviata alla prossima assemblea
Rinviato, in consiglio, il punto all’ordine del giorno che trattava del regolamento per la dotazione di armi alla Polizia Municipale. La giunta ha deciso di rimandare alla prossima riunione la discussione sulla utilità e sulla fattibilità di questa opzione, anche a causa delle polemiche suscitate in questi giorni dalla proposta.
Che non incontra affatto il favore unanime dell’arco consiliare. Anzi: i due consiglieri comunali Di Tria e Malerba non hanno partecipato ai lavori della seduta per protesta contro la volontà della maggioranza di dotare i vigili di armi.
“Avevamo già manifestato nella seduta di Consiglio del 24 settembre 2014 le nostre perplessità verso la decisione del sindaco Gemmato e della sua maggioranza di armare i Vigili, ma siamo restati inascoltati“.
Dotare di pistole gli agenti di Polizia Municipale, secondo Uniti a Sinistra e i Verdi, “non significa aumentare la sicurezza dei cittadini, ma addirittura diminuirla, poiché il compito dei vigili, in una piccola realtà come la nostra, è quello di stare tra i cittadini di tutte le età e dare risposte ad una miriade di problemi che non sono solo quelli legati alla sicurezza, che ne rappresentano una modestissima percentuale. Avere una pistola nella fondina mentre si regola l’uscita dei bambini da scuola o si effettua un controllo su di un esercizio commerciale, non fa che aumentare i rischi per gli stessi cittadini“.
Ma armare i vigili urbani, continua Di Tria e Malerba, “significa anche aumentare inevitabilmente i costi di gestione del Comune di Terlizzi, che non si limiterà a pagare le pistole, ma sarà costretto a corrispondere maggiori indennità ai vigili e dovrà periodicamente addestrarli, tutti costi che graveranno sui cittadini, che oggi si lamentano dell’esiguo numero dei vigili per strada e dei ridotti orari di apertura dell’ufficio della Polizia Municipale, e non certo della mancanza delle pistole per strada“.
Si tratta, per i due consiglieri, di un “potenziamento del tutto illusorio e demagogico“, “al quale ci opponiamo fermamente, ribadendo che bisogna piuttosto trovare ogni soluzione per potenziare l’attuale esiguo organico dei vigili urbani e sottoscrivendo convenzioni con i Comuni limitrofi per mettere in rete i servizi di PM“.
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