Sarcone, il ridimensionamento è vicino? «E se fosse vero che da oggi chirurgia chiude?»

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Con l'imminente riordino ospedaliero Terlizzi potrebbe passare a 90 posti letto, di cui 75, però, destinati alla lungodegenza. Il consigliere Ruggiero: «E se fosse vero che il pronto soccorso chiuderà alle 20?»
Domani – come è noto – approderà in giunta regionale il Piano di riordino ospedaliero, come stabilito dal governatore-assessore ad interim alla sanità Michele Emiliano.
Diverse strutture, pur mantenendo il codice ministeriale di ospedale, saranno gradualmente riconvertite: nel barese, è il caso di Manfredonia, Lucera, Triggiano e, soprattutto, Terlizzi, che – si vocifera – potrebbe passare da 70 a 90 posti letto, di cui tuttavia 75 destinati alla riabilitazione e alla lungodegenza.
Bisogna sottolineare che, rispetto alle minacciose dichiarazioni degli esordi, Emiliano è venuto a più miti consigli e gran parte della riorganizzazione si basa su accorpamenti, fusioni e spostamenti delle strutture di degenza e dei reparti tra un ospedale e l’altro.
Ma è proprio questo che sembra preoccupare i politici locali, in pieno allarme, almeno a giudicare dal tenore dei post su facebook del consigliere di maggioranza Ruggiero:
“E se fosse vero che dal 28 dicembre trasferiscono in blocco il reparto di Chirurgia a Corato? E se fosse vero che a seguire trasferiscono anche medicina?… E se fosse vero che il pronto soccorso non farà più orario continuato, ma chiuderà alle 20 di sera?… E se fosse vero che già da ora non accettano più ricoveri?…. E se fosse vero che questo metodo di decisione abbia effetto a partire da 28, con efficacia immediata? Chiedo al sindaco dott. Ninni Gemmato e al presidente del consiglio Michele Grassi, di trasferire immediatamente il consiglio comunale nell’ospedale, e di mettere in campo tutte le forze disponibili affinché si pongano rimedi a questa scelta scellerata…“.
Al rappresentante della maggioranza replica il presidente del consiglio comunale Michele Grassi: “Caro collega consigliere, noi nell’ultimo periodo abbiamo fatto tutta la nostra parte. Certo, la direttiva dell’Unione Europea, che scade il 31 dicembre, non va infranta. Alcune decisioni la Sanità le dovrebbe prendere, comunque. Non credo che ci siano giustificazioni sulla chirurgia di Terlizzi, che conta dello staff del primario con due sale operatorie ritrutturate e della specializzazione bariatrica, con attrezzature e arredi particolari, che da unità complessa passerebbe in altro comune (Corato), dove risulta esserci la chirurgia con soli due posti letto, anche di unità semplice.
La logica vorrebbe che i due posti di chirurgia dell’altro comune si trasferissero a Terlizzi, con tutti gli anestesisti, così da soddisfare la direttiva della Comunità Europea. Molte volte – però – la logica non corrisponde alla realtà“.
E’ evidente che, anche se non è stata ascritta alla lista dei punti all’ordine del giorno, la questione ospedale sarà centrale nel consiglio comunale convocato per oggi. Lo suppone lo stesso Grassi:
“Lunedì è già convocato il Consiglio Comunale di Terlizzi, per altri argomenti, ma sai bene Collega che sono operativo 24 ore su 24. Non sarà difficile – in via del tutto eccezionale e straordinario – certamente apportare le modifiche opportune, sia agli argomenti e sia al luogo di svolgimento della seduta della massima assise cittadina. Tutto ciò, anche per dare un ulteriore segnale forte alla cittadina, a quanti operano al Sarcone e a quanti sono nelle condizioni di dover adottare decisioni istituzionali, burocratiche e amministrative nell’ambito del settore della salute pubblica“.
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