Crollo Barletta, condannato a 3 anni e 6 mesi il dirigente del Comune di Terlizzi Gianferrini

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Nel crollo della palazzina morirono 5 persone. All'epoca dei fatti Gianferrini era dirigente a scavalco dell'ufficio tecnico del Comune di Barletta. Per lui anche una multa di 35mila euro
Condannati 15 imputati – 14 persone fisiche e una società – nel processo per il crollo di via Roma a Barletta, dove il 3 ottobre 2011 collassò una palazzina causando la morte di cinque persone, quattro operaie di un opificio (che lavoravano in nero per pochi euro all’ora) e la figlia 14enne dei datori di lavoro.
Degli imputati, 14 erano accusati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose plurimi, mentre la società proprietaria dell’area adiacente al palazzo crollato, la Giannini srl era coinvolta, negli stessi reati, per responsabilità amministrative.
Tra i condannati c’è anche l’attuale dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Terlizzi Francesco Gianferrini, a cui sono stati comminati 3 anni e 6 mesi di reclusione, 5 mesi e 15 giorni di arresto, più una multa di 35mila euro. All’epoca dei fatti, l’architetto era dirigente a scavalco dell’Ufficio Tecnico del Comune di Barletta.
Pene più elevate per Giovanni Paparella, il direttore dei lavori, condannato a cinque anni e sei mesi per i reati di omicidio colposo, crollo e lesioni colpose plurimi e ad altri sei mesi per aver violato norme antinfortunistiche, e a Pietro Ceci (cinque anni), incaricato per conto della Giannini srl, proprietaria del suolo in cui si stava lavorando, della progettazione e sicurezza, insieme con Vincenzo Zagaria, condannato a quattro anni e sei mesi.
Quattro anni e sette mesi sono stati comminati ad Andrea Chirulli e quattro anni e nove mesi ai suoi fratelli Giovanni e Salvatore. Si tratta di coloro che materialmente hanno effettuato i lavori. Quattro anni e nove mesi la condanna inflitta a Cosimo Giannini, della Giannini srl, proprietaria del cantiere, oltre alla contravvenzione di 35mila euro per lottizzazione abusiva. Tre anni e mezzo, infine, la pena per il maresciallo della polizia municipale Giovanni Andriolo, chiamato a intervenire poco prima del crollo. L’uomo è stato anche interdetto dai pubblici uffici per cinque anni. Stessa pena per l’ingegnere comunale Rosario Palmitessa.
Inflitte altre condanne di minore entità, in qualche caso con sospensione della pena. Nei confronti della società è stata comminata anche una sanzione di 480mila euro per illecito amministrativo ed è stata disposta la confisca di parte del cantiere, a oggi ancora sotto sequestro.
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