Sarcone, Città Civile: «Questione complessa, servono iniziative condivise, non improvvisati sit-in»

La Redazione
Ospedale Sarcone

Il movimento rivolge un appello alla politica terlizzese a pianificare una strategia comune: «Come può una piccola comunità farcela se non si coalizza con chi ha gli stessi obiettivi?»

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In attesa di conoscere nuove sul destino del Sarcone, le forze politiche locali si confrontano sul tema della gestione della struttura, quella passata e quella, invece, auspicabile per (provare a) scongiurare il pericolo di chiusura. «Quando nel 1978 fu istituito il Servizio Sanitario Nazionale – afferma Città Civile – ci si concentrò su una concezione ospedalocentrica del sistema, e forse i bisogni sociali per un verso e le risorse per un altro di quel tempo, lo richiedevano e lo consentivano. Oggi è indispensabile una rivisitazione del Sistema che tenga conto di nuove criticità».

Tra questi, elenca il movimento, ci sono alcuni fattori come l’allungamento della vita media degli individui e il conseguente aumento delle patologie sia acute sia, soprattutto, croniche; il continuo aumento delle disabilità e il conseguente aumento delle necessità assistenziali, anche di lungo periodo; le straordinarie opportunità offerte oggi della telemedicina; un migliore e maggiore utilizzo delle professionalità e delle strumentazioni già in servizio; la rimodulazione degli organici medici, paramedici ed amministrativi.

Allo stesso tempo, precisa Città Civile, “una ristrutturazione seria del complesso sistema sanitario non può più permettersi oggi di guardare al particolare che ruota attorno ad ogni singolo campanile, ma deve partire da premesse ben più articolate che muovono da dati economici di disponibilità delle risorse, e da dati epidemiologici. E da nuove valutazioni e opportunità che le moderne tecnologie offrono“.

Nessuno, però, ammonisce il movimento, “può pensare di chiudere o riconvertire una struttura ospedaliera se non viene prima predisposta ed offerta un’alternativa davvero valida, in un contesto necessariamente condiviso con realtà territoriali limitrofe, magari con un coordinamento fra i sindaci di comuni viciniori per reclamare un polo della salute“.

In conclusione il movimento rivolge un appello alla politica terlizzese: “come può una piccola comunità farcela se non si coalizza con chi ha gli stessi obiettivi? La difesa strenua del proprio piccolo ospedale è poca cosa se avulsa da una riorganizzazione più coraggiosa e meno miope che coinvolga tutto un comprensorio. Oggi la sanità e cosa ben più complessa, anche nella sua strutturazione ed organizzazione, di quello che era cinquant’anni fa. Non servono sit-in di protesta di 15 persone (di cui 10 non di Terlizzi) come quella organizzata da Fratelli d’Italia per difendere l’ospedale. Ci vuole una politica forte ed autorevole. Che riesca a fare sistema, a coinvolgere tutte le forze politiche e sociali. In conclusione il Movimento Civico auspica una condivisione ampia e partecipata. Chiede al sindaco un’iniziativa forte, autorevole e non demagogica. Un’iniziativa politica che coinvolga tutte le forze politiche e sociali di Terlizzi e che coinvolga i sindaci dei paesi limitrofi per una riorganizzazione dei servizi sanitari del territorio. Se tale iniziativa ci sarà il Movimento Civico non farà mancare il suo appoggio e la sua mobilitazione“.

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