Bonifiche ambientali a pieno ritmo, è il turno della “Padula”. Foto

La Redazione
bonifiche in corso

Puliamo Terlizzi – che sta seguendo da vicino l'evoluzione dell'opera – «si rallegra nel vedere la “Padula”, definita zona di pregio paesaggistico, finalmente libera dai rifiuti dopo le tante segnalazioni alle autorità»

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Vanno avanti piuttosto speditamente gli interventi di bonifica finanziati con apposito bando da 257mila euro dal Comune.

Ripulito negli scorsi giorni sia il tratto di strada che conduce dalla Traiana alla “Padula”, sia quello che era il maggior punto di accumulo all’interno della depressione naturale. 

Puliamo Terlizzi – che sta seguendo da vicino l’evoluzione dell’opera – “si rallegra nel vedere la “Padula”, definita zona di pregio paesaggistico, finalmente libera dai rifiuti dopo le tantissime segnalazioni fatte pervenire alle autorità nel corso degli ultimi tre anni”. Nella zona “si gode finalmente di uno splendido colpo d’occhio salvo però accorgersi della presenza di numerosi cumuli di scarti della lavorazione delle olive (rami e foglie) in un terreno privato adiacente alla strada”.

Le bonifiche proseguono parallelamente anche in altre zone del territorio comunale, sebbene – continua l’associazione – “i materiali pare che dopo essere stati accumulati non vengano portati via immediatamente. E’ il caso di Pozzo Lioy, della strada provinciale Ruvo-Molfetta e di parte della Traiana, lungo il quale l’amianto è stato lasciato a bordo strada, ma confidiamo che venga recuperato nei prossimi giorni”. 

Se i grandi siti (quelli più critici) si avviano verso il risanamento sono purtroppo ancora tante le zone che restano da bonificare. “Nei prossimi giorni continueremo il monitoraggio aggiornando la situazione e invitando l’amministrazione ad affiancare al lavoro di bonifica una campagna informativa sul corretto smaltimento dei rifiuti speciali, nonché incrementare la vigilanza in tutto il territorio per evitare di mandare in fumo il lavoro ed i soldi spesi. Consigliamo altresì l’installazione di foto-trappole nei siti già bonificati e tradizionalmente presi di mira dagli sporcaccioni che commettono dei veri e propri reati a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

“Nell’azione di prevenzione – conclude Pt – sarebbe auspicabile lo stanziamento di una somma non trascurabile per incentivare lo smaltimento dei manufatti in amianto posseduti dai privati. Ricordiamo ai cittadini che lo smaltimento dei manufatti in amianto non è obbligatorio se il materiale è integro e messo in sicurezza con resine o coperture. E’ la frammentazione e l’usura del materiale a creare pericolo a causa della liberazione di fibre cancerogene”.

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