Raccolta delle olive, istituzioni e associazioni chiedono “buon senso” alle Asl. Foto. Video

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Incontro tecnico tra i sindaci delle città interessate alla raccolta, tra cui Terlizzi, «dare risposte concrete agli agricoltori e a chi attende la raccolta delle olive come un modo per "sbarcare il lunario"»
«Dare risposte concrete agli agricoltori e a chi attende la raccolta delle olive come un modo per “sbarcare il lunario” in questo momento storico non semplice».
Con questo obiettivo, semplice e chiaro, il sindaco Mazzilli ieri ha chiamato a raccolta in sala consigliare i colleghi dei Comuni di Andria, Bisceglie, Bitonto, Giovinazzo, Molfetta, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Trani, i referenti delle direzioni territoriali delle Province di Bari e Bat del Ministero del Lavoro, dei Servizi Spesal e Igiene Pubblica e Sanità dell’Asl Ba e dell’Asl Bat, le associazioni di categoria, gli ordini professionali e i giornalisti.
Di fatto una riunione tecnica, a cui – oltre ai rappresentanti delle associazioni – hanno preso parte l’assessore Cantalupo di Bitonto, il sindaco di Ruvo Ottombrini, l’assessore Miscioscia per Andria e il sindaco di Terlizzi, Gemmato, il consigliere della Città Metropolitana Pomodoro, gli assessori Nesta e Scaringella, i consiglieri comunali Loiodice (anche presidente nazionale Unapol) e Fiore.
Assenti, purtroppo, i referenti del Ministero del Lavoro: «andremo noi stessi a trovarli» ha proposto Mazzilli rivolgendosi alla nutrita assemblea dei presenti.
«La nostra maggiore preoccupazione – ha aggiunto – sono i piccolissimi produttori, coloro che hanno da gestire terreni con qualche decina o poche centinaia di alberi: chi va a raccogliere le olive in modo tradizionale con i propri familiari senza che questo comporti un rapporto di lavoro, non ha problemi. Deve solo essere dotato delle attrezzature adatte». Per aiutare i cittadini a chiarire la questione dei gradi di parentela, sul sito del Comune è stato pubblicato un grafico esplicativo a cui fare riferimento.
A sostenere la causa dei piccoli produttori è intervenuto anche il coratino Donato Rossi, nuovo presidente Confagricoltura Puglia: «la raccolta è in atto. Il frutto pendente, deperibile per sua natura, rischia di essere inficiato anche dal cattivo tempo. C’è a rischio il lavoro di tanta povera gente che per anni ha creato una microeconomia importantissima, fondamentale al sistema paese.
Serve una lettura in grado di fare un passo in avanti rispetto alla Legge in senso stretto, deve prevalere il buonsenso. Fatte salve le regole di sicurezza che lo Spesal si deve battere affinché vengano rispettate, è necessario essere in grado di dire ai piccoli agricoltori esattamente cosa devono fare: è un obbligo morale che tutti dobbiamo sentire nostro, aiutiamo questa povera gente dopo tutti i sacrifici fatti per continuare a custodire la terra che da sempre appartiene alle famiglie».
Così come accaduto nell’incontro svolto al palazzetto dello sport, il riferimento principale – più volte ribadito dalla dottoressa Malcangi dello Spesal – resta l’articolo 21 del decreto legislativo 81/08: “Disposizioni relative ai componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del Codice civile e ai lavoratori autonomi”. L’articolo prevede obblighi – diversi a seconda dei casi – a carico delle aziende agricole e delle imprese a conduzione familiare.
L’elemento di novità emerso ieri all’incontro è la risposta del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ad un interpello del 2013 di cui il sindaco da lettura nel video che vi proponiamo.
«Il legislatore – ricorda il Ministero – introduce la figura dell’impresa fondata sulla solidarietà familiare e non su un rapporto contrattuale». Secondo la Commissione chiamata a rispondere al quesito tale impresa «può essere costituita senza la necessità specifica di uno specifico atto notarile e – in materia di sicurezza sul lavoro – ad essa si applica la normativa prevista dall’articolo 21 del D.L 81/2008».
Il passo successivo di cui si è assunto la responsabilità il sindaco Mazzilli è la stesura – e poi sottoscrizione – di un ordine del giorno composto da più punti e condiviso dai Comuni, una sorta di sintesi delle esigenze espresse nella riunione di ieri: un incontro durato oltre tre ore in cui le tante voci si sono armonizzate sul tema del sostegno ai piccoli produttori.
Almeno due i punti espressi con chiarezza: il primo punto mira all’individuazione di una linea di separazione tra le aziende agricole che faccia riferimento al loro fatturato: chi non supera i 7mila euro goda di agevolazioni; il secondo sottolinea l’importanza della richiesta di un decreto semplificativo (rispetto all’81/2008) che superi le incongruità che oggi si denotano così come richiesto a gran voce da Loiodice.
Nei prossimi giorni l’ordine del giorno sarà completato, condiviso e reso noto.
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