Omicidio Labriola, rinvio a giudizio per l’ex direttore generale asl Bari, Domenico Colasanto

© n.c.
L'ex dg è stato responsabile del reparto di chirurgia plastica presso il "Sarcone" di Terlizzi. La psichiatra barese nel 2013 fu uccisa con 70 coltellate da un paziente del Centro di salute mentale di Bari
La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, tra le quali l’ex direttore generale dell’Asl di Bari, Domenico Colasanto, per le presunte responsabilità dell’azienda sanitaria sulla sicurezza, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio della psichiatra barese Paola Labriola, uccisa con 70 coltellate da un paziente il 4 settembre del 2013 mentre era al lavoro nel Centro di salute mentale di via tenente Casale a Bari.
L’ex dg Colasanto, che per anni ha lavorato all’ospedale “Sarcone” di Terlizzi, risponde di morte come conseguenza di altro reato, omissione di atti d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità. In concorso con Colasanto, rispondono anche il suo ex segretario Antonio Ciocia e un altro dipendente dell’Asl di Bari, Giorgio Saponaro, per aver pressato con insistenza il funzionario Asl Alberto Gallo a predisporre falsi documenti di valutazione dei rischi. Accusati di falso materiale in atto pubblico lo stesso Gallo e altri due funzionari, Baldassarre Lucarelli e Pasquale Bianco.
Il pubblico ministero che ha coordinato le indagini ha chiesto l’archiviazione per Davide Pellegrino, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Puglia, il quale era indagato per abuso d’ufficio per la vicenda della presunta sospensione concordata di Colasanto, dopo che questi aveva ricevuto l’avviso di garanzia.
L’autore materiale del delitto, Vincenzo Poliseno, fu condannato in primo grado a 30 anni di reclusione. Il processo d’appello inizierà il prossimo 16 febbraio.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro