Grassi: «Sull’istituto “De Gemmis” si è perso tempo, nelle prossime ore novità importanti»

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Il presidente del consiglio comunale ha incontrato ieri a Bari i consiglieri delegati all'istruzione della Città Metropolitana: «L'istituto agrario potrebbe subire un ridimensionamento, dettato anche dal calo degli iscritti»
L’istituto tecnico agrario “De Gemmis” rischia concretamente di essere “delocalizzato” o fortemente ridimensionato, ma c’è ancora qualche speranza di salvarlo.
E’ quanto emerge da un colloquio informale svoltosi ieri a Bari tra una delegazione terlizzese, capeggiata dal presidente del consiglio comunale Grassi, e i consiglieri delegati della Città Metropolitana, Lacoppola e Cavone, sulla questione “ridimensionamento per la razionalizzazione delle scuole superiori”, che interessa da vicino la scuola secondaria superiore locale.
Secondo quanto riferisce Grassi sul suo profilo facebook, “il colloquio, a più voci, è risultato interessante, ma anche interlocutorio per le decisioni finali di competenza della Città Metropolitana di Bari e della Sovrintendenza Scolastica (Miur)“.
Sembra di scorgere una nota di rimpianto nelle parole del presidente, che parla già quasi al passato: “Fermo restando che la competenza è dell’ Ente Territoriale sovraordinato, i territori possono (o potevano, perché oggi è un po’ tardi) rappresentare esigenze particolari; le istituzioni comunali e le scuole stesse possono (o potevano) suggerire migliori condizioni di offerta formativa ed anche evidenziare peculiarità specifiche scolastiche“.
“E’ evidente – prosegue Grassi – che il territorio di Terlizzi, non avendo espresso – in atti – alcuna esigenza forte ed importante, potrebbe subire, nell’ambito del “Piano scolastico 2016/2017″ un ridimensionamento, dettato anche dal numero poco congruo di studenti del De Gemmis”. In questo senso, il colloquio di ieri “è stato un campanello di allarme, sia per me che per noi terlizzesi, ma anche per chi ci ha interloquito con noi, tant’è che nelle prossime ore potrebbero seguire – con l’accelerazione del caso – una serie di atti e fatti, che potrebbero variare la situazione negativa in ipotesi“.
Il presidente del consiglio comunale, che dalle 14 e 30 sarà impegnato nella seduta odierna dell’assemblea cittadina, rivolge in conclusione un appello alla politica e alla “società civile” terlizzese, esortando a sostenere la battaglia a difesa del “De Gemmis”: “se in queste prossime ore si confortasse la questione scuola De Gemmis con “ordini del giorno istituzionali”, con articoli di stampa, tv e social network, con verbali del consiglio d’istituto e dei docenti, con iniziative intelligenti, oltre che con ulteriori incontri istituzionali con il Sindaco della Città Metropolitana e con la Sovrintendenza Scolastica, forse il De Gemmis, che oggi mantiene la Presidenza e la Segreteria, non rischierebbe di diventare una “succursale” di un’altra scuola media superiore e – peraltro – di altro comune (forse Bitonto o Molfetta)“.
“Certo – soggiunge l’esponente di Terlizzi si fa in quattro – occorre non ragionare con il campanilismo che non porta a nulla, ma necessita – per esempio – ricordare che il De Gemmis, che ha dato a Bari la Biblioteca e la Pinacoteca, ha una struttura grande, moderna, ampia, ristrutturata – tra l’altro – con annessa azienda agricola e florovivaistica (unica in Puglia), che insiste in un comune e in un territorio che ha un’economia fortemente legata all’agricoltura moderna, con il mercato dei fiori e con quello dell’ortofrutta. Certo, se si desse contezza che il territorio volesse un istituto scolastico importante e sinergico alla facoltà di agraria di Bari, al Cnr, all’Istituto Mediterraneo, al Gal, alla Conca Barese società consortile e alle importanti aziende del settore, che si sono imposte nell’economia italiana“.
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