Il Consiglio approva un ordine del giorno a tutela dell’olio extravergine d’oliva

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Il documento è stato sottoscritto da undici consiglieri di maggioranza e opposizione, primo firmatario Francesco Malerba
Alcuni giorni fa sono finiti nel registro degli indagati, con l’accusa di frode in commercio, i rappresentanti legali di sette aziende olearie, note a livello nazionale, di Toscana, Abruzzo e Liguria. L’accusa è di aver spacciato per olio extravergine un olio di categoria 2, ovvero semplice olio vergine, meno nobile e soprattutto meno costoso.
Nel consiglio di ieri è stato approvato un ordine del giorno a tutela dell’olio extravergine d’oliva sottoscritto da undici consiglieri di maggioranze e opposizione, primo firmatario Francesco Malerba.
ORDINE DEL GIORNO
OGGETTO: Mercato dell’Unione Europea – Iniziative a tutela dell’olio extravergine d’oliva.
Il Consiglio Comunale
Premesso che:
lo scorso 17 settembre la Commissione Europea ha presentato una proposta volta a consentire l’accesso temporaneo supplementare di olio d’oliva tunisino nel mercato della UE;
questa decisione, come affermato dagli stessi operatori del settore, è grave per i produttori e per il mercato dell’olio extravergine di oliva di qualità perché di fatto, alle 57mila tonnellate già previste da un precedente accordo stipulato con la Tunisia, se ne aggiungeranno altre 35mila tonnellate.
Considerato che
questo scenario, che ha già trovato alcune iniziative politico-istituzionali in sede europea, del Parlamento italiano e della Regione Puglia, è motivo di profonda preoccupazione in quanto gli effetti sull’olivicoltura italiana e pugliese, in particolare, sarebbero disastrosi dal punto di vista economico.
Considerato, altresì, che
i nostri produttori di olio extra vergine di oliva, da sempre vivono una condizione economico-produttiva mai adeguatamente remunerativa. Alle difficoltà meteorologiche si aggiungono quelle di mercato, quelle congiunturali. Vulnerabilità che incidono pesantemente su un tessuto particolarmente vocato e caratterizzato come è il nostro;
tali assumende decisioni comunitarie, pertanto, oltre a viziare il mercato, colpirebbero pesantemente la nostra comunità locale che dalla produzione olivicola trae un importante contributo per l’economia locale.
Ritenuto che
quanto sopra esposto va inoltre letto nel contesto più ampio di una politica europea che non tiene conto dei riflessi che certe iniziative possono avere sul piano economico, come dimostrato pochi mesi fa anche dalla diffida all’Italia per la fine del divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero-caseari, un’altra eccellenza del Made in Italy agroalimentare.
Atteso peraltro che
I nostri agricoltori sono obbligati a tutelare l’ulivo quale patrimonio culturale ed ambientale caratteristico del nostro paesaggio;
le iniziative incentivanti i nostri agricoltori ed i nostri giovani, a credere in uno sviluppo possibile, ad una visione moderna del comparto, si paleserebbe incoerenti con le assumende determinazioni.
IMPEGNA
Il Sindaco ad assumere ogni utile e necessaria iniziativa politico-istituzionale nei confronti dei livelli governativi perché in sede europea:
1. sia compiutamente tutelato un prodotto d’eccellenza italiana, simbolo della Puglia e del nostro territorio, particolarmente incidente sull’economia degli agricoltori;
2. non si dia corso alla proposta tesa a consentire l’accesso supplementare di 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino.
IL CONSIGLIERI COMUNALE
Agr. Francesco Malerba
Allegretti Gioacchino
Pierre Parisi
Michele Caldarola
Gaetano Minutillo
Nicola Gemmato
Giuseppe Ranieri
Pasquale Adamo
Michele Cagnetta
Michelangelo De Chirico
Francesco Barile
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