Sequestro di persona ed estorsione aggravata con armi. Arrestati tre giovani, uno è terlizzese

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Due giovani andriesi, di 19 e 21 anni, e un terlizzese di 19 anni, C. A., pretendevano 1250 euro da un ragazzo di Barletta, di cui tenevano in ostaggio un amico
Gli agenti del Commissariato di Barletta hanno arrestato tre persone: S. M. di 21 anni e R.F. di 19 anni entrambi di Andria, e C.A., 19enne di Terlizzi, per sequestro di persona ed estorsione aggravata dall’uso delle armi, in concorso tra loro. Vittima un ragazzo di Barletta.
I poliziotti, allertati da una chiamata del padre, hanno raggiunto l’abitazione della vittima, che ha raccontato di essere stato da poco minacciato con una pistola da tre giovani andriesi, che, tenendo in ostaggio un suo amico, pretendevano da lui 1250 euro.
Il padre della vittima ha riferito di aver già sporto denuncia l’8 ottobre scorso nei confronti di tre persone che, dopo aver citofonato alla sua abitazione e aver chiesto del figlio – che in quel momento non era in casa – avevano sfondato una delle vetrate del portone e poi si erano dileguati a bordo di un’auto.
I poliziotti hanno raggiunto e fermato quattro persone, ferme ad aspettare a poche centinaia di metri dall’abitazione della vittima: tra loro c’era effettivamente un ragazzo, trattenuto come ostaggio dai tre.
Questi ultimi sono stati perquisiti e portati in commissariato, dove la vittima ha formalizzato la denuncia, riferendo di essere stato minacciato con una pistola cromata e successivamente con una di colore nero e sostenendo che i tre aguzzini rivendicavano somme di denaro a titolo di risarcimento per dei telefoni cellulari che gli avrebbero dato da riparare.
Il giovane tenuto in ostaggio, invece, ha dichiarato che durante l’attesa per strada, due dei tre fermati si erano allontanati per espletare bisogni fisiologici, fornendo pure indicazioni sul luogo dove si erano ritirati – delle siepi, – dove i poliziotti hanno rivenuto due pistole giovattolo.
Dopo le formalità di rito, S.M. veniva condotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari mentre gli altri due sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Trani.
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