Rifiuti, i 5 Stelle: «L’unica raccolta “porta a porta” conosciuta da certi politici è per i voti»

La Redazione
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Il meet-up terlizzese del Movimento Cinque Stelle attacca la giunta Gemmato sulla questione rifiuti

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Il meet-up terlizzese del Movimento Cinque Stelle all’attacco su tutti i fronti della questione rifiuti, dal futuro della raccolta “porta a porta” allo stentato avvio dell’Aro, dalla differenziata alla gestione dei costi legati allo smaltimento.

I grillini sono scettici sul futuro della raccolta porta a porta, soprattutto per quanto riguarda i costi del servizio:
«I numeri parlano chiaro: solo una corretta gestione del servizio potrà apportare benefici economici. Per una certa politica l’unico “porta a porta” conosciuto è quello in uso nelle competizioni elettorali. In quanto al riciclo, sono super esperti nel riciclarsi, ora qua ora là, alla ricerca di una continua “verginità politica”».

Gli attivisti cinque stelle si chiedono come mai l’Aro – l’Ambito di Raccolta Ottimale costituito dai Comuni di Bitonto, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi, a cui spetta la presidenza del consorzio, – non dia «più segni di vita, visto che l’ultima delibera risale al 23 giugno di quest’anno». In più, proseguono, «l’attività amministrativa dell’Aro presenta qualche anomalia come salti nel registro delle deliberazioni, verbali di assemblea anomali come il N. 3 che esprimendo un atto di indirizzo non può essere tale o il verbale N. 4 che mancando delle firme, pare che se ne siano dimenticati di apporle, non può essere pubblicato sull’Albo Pretorio».

La Sanb, la società interamente pubblica costituita il 31/12/14 dai cinque comuni dell’Aro, avrebbe dovuto gestire il servizio di raccolta dei rifiuti, ma «è un oggetto misterioso da classificare come ufo, oggetto non identificato. L’unica cosa certa – attaccano i pentastellati – sono i circa 90.000 euro annui di emolumenti che verranno corrisposti ai tre Revisori dei Conti della Sanb, nominati senza avviso pubblico data l’urgenza che nei fatti sembra non esserci stata. Totò avrebbe detto: “ed io pago!”».

Per quanto riguarda i contenitori il cui acquisto è stato reclamizzato dal sindaco la scorsa settimana, «sono probabilmente giacenti presso i magazzini comunali», a fronte di una spesa «di circa 100.000 euro con fondi PO FESR 2007/2013. Il numero dei contenitori acquistati non è dato saperlo perché non pubblicato in quanto siamo difronte ad un’Amministrazione che fa della Trasparenza un optional. Qualora fosse possibile si gradirebbe poter fare visita guidata ai magazzini comunali», chiosano i pentastellati, che ravvisano un’anomalia anche nella gestione dei conti: «I proventi della raccolta differenziata ammontano, sempre secondo il Piano Esecutivo di Gestione 2015 eil Bilancio di Previsione 2015, a 160.000 euro contro gli 80.000 del rendiconto anno 2014. Si pone la domanda: il Consorzio Conai sta pagano i materiali rinvenienti dalla nostra raccolta differenziata il doppio? Visto che nel 2014 avevamo un tasso di raccolta differenziata al 19.7% ed a agosto del 2015 il tasso è al 19.9%. La Magistratura ordinaria e contabile interrompe, qualche volta, una certa politica troppo intenta al “gioco del Monopoli”, che si consuma in trattative per le costruzioni su “Parco della Vittoria” o “Viale dei Giardini”. Sentenza N. 400 del 26/05/15 della Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale per la Regione Puglia sul caso Censum: “A prescindere dalle evidenti negligenze da parte del Comune nel controllare e vigilare i flussi finanziari tra il Concessionario e l’Ente che avrebbe dovuto portare alla risoluzione del contratto della gestione in concessione (secondo quanto statuito dall’art. 28 lett. F del Capitolato Speciale), è emersa la responsabilità della società convenuta nella gestione dei servizi, avvenuta in dispregio degli accordi e delle norme contabili».

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