“Salò o le 120 giornate di Sodoma”, il film “proibito” di Pasolini in edizione restaurata a Terlizzi

La Redazione
pasolini sul set di salò

A 40 anni dall'omicidio del regista, l'ultimo, celebre film – capace ancora di fare scandalo – sarà proiettato in edizione restaurata presso il Cinema Garzia di Terlizzi

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A quarant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, lunedì 2 novembre è tornato nelle sale italiane e in dvd la sua opera – cinematografica e non – forse più controversa, “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975), di cui il regista non poté visionare la versione definitiva.

L’edizione, restaurata dalla Cineteca di Bologna e dalla Cineteca nazionale presso il laboratorio bolognese L’Immagine Ritrovata, ha vinto il Leone per il miglior film restaurato alla LXXII Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. 

La distribuzione si arricchirà di una intervista inedita del giornalista e amico Gideon Bachmann a Pasolini – conservata e messa a disposizione da Cinemazero di Pordenone, – fondamentale chiave di lettura per la comprensione e l’interpretazione del film. La proiezione di Salò sarà preceduta da un breve montaggio dell’intervista a Pasolini sul set.

Pasolini ambienta “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, ispirato al libro di De Sade, nell’Italia settentrionale a cavallo tra il 1944 e il 1945, durante la Repubblica Sociale Italiana. Nel prologo, Antinferno, quattro autorità repubblichine – il Duca, il Vescovo, il Presidente di Corte d’Appello e il Presidente della Banca Centrale –, riunite nella cittadina sul Lago di Garda incaricano le SS e la milizia di rapire un gruppo di ragazzi e ragazze. Dopo avere selezionato i più avvenenti, si chiudono con loro in una villa nei pressi di Marzabotto, presidiata da un manipolo di soldati. Impongono per 120 giornate un regolamento crudele ed efferato, che costringe i ragazzi a ogni genere di violenza sessuale e psicologica.

Tre ex prostitute e una pianista accompagneranno gli ‘intrattenimenti’ raccontando le proprie esperienze sessuali nella Sala delle Orge. Di orrore in orrore, di efferatezza in efferatezza, si susseguono così tre gironi infernali di stupri, umiliazioni e sevizie: il Girone delle Manie, il Girone della Merda e il Girone del Sangue, dove vengono designate le vittime dello sterminio finale.

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