Confesercenti: «Così com’è ora, la zona a traffico limitato penalizza residenti e commercianti»

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La ztl in vigore dal 12 ottobre scorso è reputata dall'associazione frutto di una «politica incompetente e disattenta» che sta generando tra gli esercenti dell’area «disagi, lamentele, petizioni a iosa»
«Invece di trovarsi a discutere su un piano del traffico urbano che darebbe un intero assetto alla viabilità e alla geografia della città, come sarebbe stato auspicabile, Confesercenti si ritrova ancora una volta a misurarsi con idee scellerate di questa amministrazione, che invitano a chiudere le attività dei Centri Storici, ad isolare i cittadini residenti all’interno di essi, a sovracongestionare aree adiacenti».
Così esordisce la nota dell’associazione dei commercianti a proposito della zona a traffico limitato istituita dal 12 ottobre in centro. Il provvedimento è giudicato frutto di una «politica incompetente e disattenta» che sta generando tra gli esercenti dell’area «disagi, lamentele, petizioni a iosa». Secondo Confesercenti, la ztl sarebbe poco gradita non solo ai residenti e agli operatori commerciali, ma anche alla gran parte dei cittadini di Terlizzi.
Eppure, prosegue il comunicato, il peggio potrebbe non essere ancora venuto: il timore dei commercianti è che il Comune chiuda definitivamente il centro al traffico, scimmiottando «provvedimenti adottati in altre realtà, facendoli passare per “modernità” o per “dinamicità”», ma poi mettendoli in pratica frettolosamente e male, come nel caso dello spostamento del mercato settimanale, dei dehors, della pista ciclabile.
Già negli anni ’90, continua l’associazione, l’amministrazione aveva fatto un tentativo simile di individuare una zona a traffico limitato nel centro, ma dopo alcune discussioni con la cittadinanza il provvedimento rientrò. Gli argomenti a sfavore della ztl di Confesercenti restano gli stessi: la struttura della città che non consente un traffico veicolare alternativo; il congestionamento delle strade immediatamente adiacenti; l’inesistenza di aree da adibire a parcheggi in prossimità; la presenza di attività commerciali e di pubblico esercizio frequentate da consumatori automuniti; attività e operatori commerciali per cui il mezzo di trasporto è parte integrante dell’attività.
Se l’area adibita a zona a traffico limitato nell’opinione di Confesercenti è troppo estesa, anche gli orari sono da rivedere, applicando gli stessi che da sempre sono stati utilizzati con il sistema delle transenne. Se non la sosta, ai dovrebbero essere consentiti almeno il transito la possibilità di fermata. Per gli operatori commerciali, in particolare, i mezzi rappresentano un supporto indispensabile per l’attività di carico e scarico e per consentire l’afflusso e la circolazione dei clienti.
È falso, per Confesercenti, che l’introduzione di questi provvedimenti crei una maggiore vivibilità del centro, se non viene coadiuvata da altri interventi a supporto. Ad esempio, l’istituzione di forme di “detassazione” come incentivi alle nuove attività, o la pianificazione di un’offerta commerciale specifica da incoraggiare all’interno della ztl, che sia di carattere assortito, non monosettoriale e che magari stimoli la concorrenza.
In definitiva, un provvedimento che ha una simile incidenza sulla vita della comunità non può essere avulso da un’idea complessiva di città: «Sarebbe auspicabile, ad esempio, anche un cambiamento urbanistico di Piazza IV Novembre e Piazza Cavour, perché è cambiata la storia di queste aree. Noi non siamo con chi deve protestare per forza; con chi non gli va mai bene niente! Sono battaglie populiste e di retroguardia che non ci appartengono!», conclude la nota di Confesercenti.
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