Ztl, Puliamo Terlizzi: «Auspichiamo fasce orarie più ampie ed estensione a Piazza don Tonino Bello»

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L’associazione valuta positivamente l'introduzione del sistema di videosorveglianza ai varchi della ztl, esprimendo tuttavia qualche riserva: «Il Comune pubblichi i dati sugli introiti mensili delle multe»
Anche l’associazione ambientalista Puliamo Terlizzi interviene nel dibattito, serpeggiante in città, sulla zona a traffico limitato, ufficialmente entrata in vigore il 12 ottobre. Il gruppo ha analizzato punto per punto le misure intraprese dal Comune di Terlizzi, evidenziandone i meriti e gli aspetti critici.
L’associazione esprime un giudizio complessivamente favorevole sull’implementazione del sistema di videosorveglianza ai varchi della ztl: «la sola azione deterrente sta permettendo un generale miglioramento della qualità della zona pedonale e l’eliminazione della piaga dello “spostamento della transenna” che inficiava la sicurezza e la salubrità dell’area passeggio. Riteniamo fondamentale il rispetto delle regole e questo meccanismo che porta, senza tentennamenti, all’individuazione e al sanzionamento dei trasgressori».
Le riserve di Puliamo Terlizzi riguardano soprattutto la fase sperimentale, giudicata pessima: «mancavano i pannelli luminosi ed erano ancora presenti le transenne. Durante questo periodo andavano altresì promossi numerosi incontri con cittadini, esercenti e residenti della zona». Anche il costo della ztl è ritenuto piuttosto elevato, «ma – soggiunge la nota del collettivo – siamo certi che verrà ammortizzato con gli introiti delle multe; in merito chiediamo la pubblicazione dei dati (numero di infrazioni ed introiti mensili)». Per Pt sarebbe tuttavia auspicabile un graduale ampliamento della fascia oraria serale, anticipandola nel periodo invernale e posticipandola in quella estiva, «ma ci rendiamo conto che questo eventuale ulteriore upgrade necessiterebbe di molto tempo. Sarebbe apprezzabile anche un’estensione della ztl a cominciare da Via Don Tonino Bello».
Per quanto riguarda la questione spinosa delle aree parcheggio per i residenti ztl e i clienti dei negozi situati nell’area – quando il varco è chiuso vige anche il divieto di sosta all’interno – l’associazione propone due opzioni: l’individuazione, se possibile, di nuove aree parcheggio al di fuori della ztl, riservandone un certo numero ai residenti che verrebbero muniti di pass (uno per nucleo famigliare); il parcheggio gratuito ma con disco orario nei posteggi perimetrali (poco al di fuori) della ztl durante gli orari di apertura delle attività commerciali. Reputata, in proposito, fortemente ambigua la scelta dell’espressione “varco attivo”, che molti – commenta l’associazione – intendono come invito a passare, quando invece significa l’esatto contrario: «Sappiamo che in merito ci sono delle precise disposizioni del Ministero dei Trasporti ma riteniamo possa essere utile un’ulteriore integrazione, quella di un piccolo semaforo rosso-verde ad indicare rispettivamente varco chiuso-aperto o meglio attivo-non attivo».
La ztl, per i volontari ecologisti, non deve restare un’”oasi nel deserto”, bensì essere accompagnata da politiche e campagne di sensibilizzazione volte all’incentivazione della mobilità sostenibile: «se è vero che la ztl sta diventando autenticamente car-free, nel resto della città il traffico continua ad essere sostenuto e caotico. Occorre altresì lavorare per migliorare di molto la viabilità attraverso l’eliminazione di tutti gli incroci semaforici e la realizzazione della nuova cinta estramurale». Girare a piedi o in bicicletta, conclude Pt, deve essere percepito conveniente, oltre che salubre dai cittadini.
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