Monsignor Di Molfetta non è più il vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano

La Redazione
don felice e papa francesco

Al prelato terlizzese, la cui richiesta volontaria di dimissioni è stata accettata da Papa Francesco, subentra il coratino Don Luigi Renna, 49 anni, dal 2009 Rettore del Seminario Regionale di Molfetta

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L’annuncio apostolico è stato dato in contemporanea a San Pietro, Andria e Molfetta: Mons. Luigi Renna, nato a Corato 49 anni fa, è il nuovo Vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. Subentra al terlizzese Don Felice Di Molfetta, dimessosi.

«Terminata la celebrazione dell’ora media, alle ore 12 di giovedì 1° ottobre, nel salone “Giovanni Paolo II” dell’episcopio, alla presenza del clero, degli officiali di curia, delle autorità civili e dei rappresentanti dell’associazionismo cattolico, è stato il vescovo Felice di Molfetta ad annunciare il nome del suo successore sulla cattedra della Chiesa di Cerignola-Ascoli Satriano, individuato da papa Francesco in mons. Luigi Renna del clero della diocesi di Andria, finora rettore del Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta. Accolta da un forte applauso, la notizia è stata accompagnata dalla comunicazione della nomina ad Amministratore Apostolico dello stesso vescovo di Molfetta che guiderà la diocesi fino all’ingresso del nuovo pastore».

Monsignor Renna, noto a tutti come don Luigi, era stato nominato Rettore del Seminario Regionale di Molfetta nel maggio 2009, a seguito della scomparsa in un incidente, di Mons. Ladisa. Il Santo Padre Francesco lo ha nominato Vescovo della città dauna in seguito alle dimissioni di Mons. Felice di Molfetta.

L’ordinazione episcopale – che fino a tempi molto recenti veniva detta consacrazione – gli verrà conferita entro tre mesi da almeno tre vescovi su mandato della Santa Sede. I prelati, imponendo le mani sul candidato, gli trasmetteranno la successione apostolica che è l’essenza dell’episcopato. ll neo vescovo dovrà quindi fare la professione di fede e prestare giuramento di fedeltà al Papa e ai suoi successori nelle mani del Cardinale Protodiacono e, in quanto investito di una sede residenziale italiana, dovrà anche prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica nelle mani del Presidente della Repubblica.

L’ultima fase sarà la presa di possesso, che avverrà nella chiesa cattedrale con la solenne lettura della bolla pontificia di nomina davanti al Collegio dei Consultori, alle autorità e al popolo.

Il discorso. Il primo atto da Vescovo è stato il discorso letto in contemporanea nella cattedrali di Andria e Cerignola e nel Seminario Regionale di Molfetta: Mons. Renna ha voluto ringraziare le persone che lo hanno accompagnato nel cammino di fede e presentarsi ai nuovi diocesani. Ecco il testo:

«Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa che è in Cerignola-Ascoli Satriano, “pietre vive” che con la vostra presenza testimoniate il Signore Gesù Cristo in una terra fecondata dal lavoro e dalla ricerca della giustizia, oggi l’obbedienza a papa Francesco mi invia tra voi come vescovo. Vengo da una terra vicina – sono di Minervino, nella diocesi di Andria – e da esperienze di vita nelle quali ho incontrato e apprezzato tanti di voi.

So di inserirmi nel cammino di una Chiesa viva, guidata con amore dal carissimo vescovo Felice, che abbraccio con animo grato per il bene ricevuto negli anni di formazione nel Seminario Regionale e anche oltre, e dalle cui mani ricevo la testimonianza di un servizio al popolo di Dio instancabile e fecondo. In questo cammino so di incontrare voi, carissimi confratelli presbiteri diocesani e religiosi: la nostra vocazione di ministri ci vedrà concordi nel “cingere il grembiule” e servire i nostri fratelli e sorelle. La comunione tra di noi sarà il nostro primo compito, perché essa ci rende credibili, sale della terra e luce del mondo. Nella comunità diocesana un posto speciale avete voi, comunità religiose, piccoli roveti ardenti posti dal Signore sulle nostre strade per indicarci Chi e cosa davvero “conta” nella vita: vi saluto e vi chiedo di essermi vicino con la vostra preghiera.

Gli occhi del mio cuore guardano tutto il popolo di Dio delle città e paesi di questa terra, e lo abbracciano nel Signore: le famiglie, tesoro inestimabile per la Chiesa e la società; i fedeli laici che cercano il Signore e vivono la loro testimonianza di fede in un mondo che chiede loro misericordia, senso della giustizia, e riserva non poche prove; coloro che sono afflitti da sofferenze fisiche e spirituali, da povertà di ogni tipo; coloro che sono tentati di non sperare più. A tutti voglio indicare Cristo, sorgente di ogni consolazione, l’unico capace di “rimetterci in piedi” e farci percorrere strade nuove.

Saluto i fratelli nella fede delle Comunità Ortodossa, Evangelica e Valdese: il Cristo, sorgente di salvezza, ci faccia sperimentare gesti di comunione. Saluto con rispetto per la loro missione e con senso di fraternità le Autorità civili e militari. Pur nella distinzione e autonomia della nostra identità e del nostro ruolo, sentiamo che ci unisce un grande obiettivo, quello del bene comune della nostra gente, non somma di beni individuali, ma bene integrale; lavoriamo tutti per un “umanesimo plenario”, come diceva Paolo VI, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini, nessuno escluso.

Un pensiero particolare va a tutto il mondo della scuola: la formazione ben fatta, la cultura che diventa “pane per tutti”, sono le ricchezze che debellano tanti mali e ci rendono consapevoli dei nostri diritti, costruttori creativi del futuro. Cari studenti, sappiate apprezzare questo tempo della vostra vita, il tempo della formazione; cari docenti, non abbiate paura di puntare in alto, per un futuro che è anche il nostro. Ai giovani il saluto di un padre che non li vorrebbe più vedere partire per cercare di realizzarsi, ma desidererebbe che fossero protagonisti nella terra dei loro padri, che si fa bella e accogliente per i tanti che bussano alle nostre porte. Vi ripeto quello che papa Francesco vi ha già detto tante volte: “Non lasciatevi rubare la speranza!” Vorrei tanto aiutarvi a non “subire” questo furto!

Le terre di Cerignola e di Ascoli Satriano sono note per essere stati luoghi nei quali si è combattuto per i diritti dei lavoratori e i diritti civili; tanto è stato fatto, ma un nuovo sussulto di legalità ci deve animare per i diritti dei poveri più poveri di tutti, coloro che, lontani dalla patria, per pochi euro mettono a rischio la loro salute nei nostri campi. Che il Signore ci illumini per dare loro quella dignità che abbiamo conquistato con tanta fatica!

Cari fratelli e sorelle, per me si compie un nuovo esodo: mi lascio alle spalle anni spesi nella formazione e nell’insegnamento nella amatissima comunità del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta. Quanto mi hanno insegnato confratelli e giovani in questi anni! Mi hanno insegnato soprattutto ad essere fratello, ad essere padre, due cose che contano tanto nella vita di un uomo e di un prete, e credo anche di un vescovo. Sarò grato sempre, a ciascuno di loro. E saluto con affetto i seminaristi di Cerignola- Ascoli Satriano, i giovani che oggi si formano a divenire parte del nostro presbiterio, servitori delle nostre comunità. Un pensiero grato va al mio Vescovo Mons. Raffaele Calabro e alla Chiesa di Andria, che mi ha generato nella fede e al ministero, e mi ha dato esempi indelebili di ecclesialità e carità pastorale.

Cari fratelli e sorelle, vi prego di aiutarmi a “profumare di gregge”: solo questo! Ho davanti agli occhi esempi fulgidi di laici e presbiteri, di vescovi santi come il venerabile mons. Giuseppe Di Donna e mons. Tonino Bello, di preti come il venerabile don Antonio Palladino. Il loro esempio e la loro intercessione mi guidino. Ogni giorno già prego per voi. Fatelo anche voi per me. Scenda copiosa la benedizione del Dio Uno e Trino su ciascuno, per intercessione di Maria Santissima, invocata con i bei titoli di Madonna di Ripalta e della Misericordia, di san Pietro Apostolo e di san Potito, di Santa Teresa del Bambino Gesù, nel cui giorno viene resa pubblica la mia nomina e in cui vi invio questo primo saluto».

Chi è don Luigi Renna. Nato a Corato (Ba) il 23-1-1966. Formazione nel Seminario Vescovile di Andria dal 1979 al 1984 e nel Pontificio Seminario Regionale Pugliese di Molfetta dal 1984 al 1991. Maturità classica presso il Liceo Ginnasio di Andria nel 1984. Ordinato sacerdote da S.E. mons. Raffaele Calabro, vescovo di Andria,  il 7-9-91 nella Chiesa Madre di Minervino Murge, suo paese d’origine. Licenziato in Teologia Morale il 7- 10-93 presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma con una tesi (relatore prof. Klaus Demmer) dal titolo: “Il fondamento teologico dei diritti umani nella teologia cattolica e nella teologia protestante”. Il 24-6-2003 consegue il dottorato in Teologia Morale presso la Pontificia Università Lateranense in Roma con la tesi (rel. prof. Mauro Cozzoli) dal titolo: “Eros e salvezza: un percorso teologico morale”.

Gli incarichi. Vicario parrocchiale della parrocchia SS. Sacramento in Andria dal 1991 al 1993.
Dal 1993 al 1997 vice-rettore del Seminario Vescovile di Andria.
Dal 28 -8-97 al 22 -5-2009 è stato rettore del Seminario Vescovile di Andria.
Dal 1993 al 1999 docente di religione presso il Liceo classico di Andria
Dal febbraio 1998 canonico del Capitolo cattedrale di Andria
Dal 1993 al 2009 direttore del Centro Diocesano Vocazioni di Andria
Dal 1993 al 1997 direttore della Scuola di formazione all’impegno socio-politico della diocesi di Andria.
Dal 1999 direttore della Biblioteca diocesana San Tommaso d’ Aquino di Andria.
Dal 2004 direttore dell’Archivio Diocesano “San Luca evangelista” della Diocesi di Andria.
Dal 1999 al 2009 iniziatore e direttore del mensile diocesano “Insieme”
Dal 2005 direttore della Scuola di formazione teologica per Operatori pastorali della Diocesi di Andria
Dal 2002 al 2009 vice- postulatore della causa di beatificazione del Venerabile Giuseppe di Donna, vescovo di Andria
Dal 22 maggio 2009 è rettore del Pontificio Seminario Regionale Pugliese di Molfetta.
Dal 6 luglio 2009 Cappellano di S. Santità
Segretario della Commissione per l’Anno giubilare della sacra Spina 2015-2016

Impegni accademici. Assistente di teologia morale del prof. Mauro Cozzoli presso l’Istituto Teologico Pugliese dall’anno accademico 1998-1999. Professore incaricato di Teologia Morale ( teologia morale sociale; teologia della vita fisica; del matrimonio; bioetica) presso la Facoltà Teologica Pugliese-Istituto Teologico “Regina Apuliae” di Molfetta dall’anno accademico 1999-2000. Ha diretto dall’anno accademico 2006-2007  al 2008-2009, il progetto del Dipartimento di teologia pratica della facoltà Teologica Pugliese su “Neuroscienze  e comportamento umano”. Ha diretto la Rivista di Scienze Religiose dell’Istituto Teologico “Regina Apuliae”di Molfetta dal 2008 al 2010. È docente stabile di teologia morale dall’anno accademico 2012-2013.

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