A Vico Quarto Mazzini il Premio Hystrio Iceberg per la miglior compagnia teatrale emergente del 2021

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Il prestigioso riconoscimento premia la capacità della compagnia – formata da un autore/attore terlizzese, Michele Altamura – “di scavare nelle assurdità, nelle tensioni e nelle contraddizioni del presente”
VicoQuartoMazzini è Premio Hystrio Iceberg 2021 come miglior compagnia emergente.
Il prestigioso riconoscimento, ottenuto per la seconda volta da un operatore teatrale terlizzese (anni fa è stato premiato nella sezione “drammaturgia” l’autore Michele Santeramo), premia – si legge nelle motivazioni della categoria “Iceberg” dedicata alle realtà emergenti del panorama – la capacità della compagnia “di scavare nelle assurdità, nelle tensioni e nelle contraddizioni del presente per scoprirne le logiche più nascoste”.
Il Premio “arriva proprio al compimento dei nostri primi dieci anni di vita teatrale”, esulta in un breve post sulla propria pagina facebook ufficiale la compagnia, che ha sede nella nostra città ed è formata per metà da un nostro concittadino, Michele Altamura, oltre al romano Gabriele Paolocà. “È un tempo giusto per potersi dire finalmente emersi – continua la nota -. Il teatro non ha i tempi del consumo se lo hai fatto e lo fai senza seguire mode o facili scorciatoie. Grazie a chi per un tempo lungo o breve è stato o è ancora al nostro fianco. E grazie a noi”.
Nato nel 1989 come “spin off” della omonima rivista, il Premio Hystrio si rivolge – afferma un comunicato degli organizzatori – “soprattutto alle giovani generazioni di artisti, ma anche ai grandi nomi della scena italiana ed europea, secondo lo spirito di creare una staffetta fra chi aspira a intraprendere la carriera del palcoscenico e chi invece ha già ottenuto importanti risultati”. Dal 2011 il premio è divenuto un piccolo festival “dedicato alla creatività giovanile in ambito teatrale” e si celebra ogni anno in giugno, al termine delle votazioni espresse da una giuria di cinquanta critici designati dalla rivista. Per celebrare questo successo, TerlizziLive ha rivolto alcune domande a Michele Altamura, parte terlizzese della bicefala compagnia.
Si tratta di un premio importante dopo un anno e mezzo molto difficile per l’arte, la cultura, lo spettacolo.
Questo è un premio particolare, molto importante. C’è molta felicità. Usciamo da un periodo complicato dove non è stato possibile lavorare e alcuni di noi, alcune realtà teatrali che noi conosciamo, giovani come noi o anche più, hanno vissuto un periodo terribile. Qualcuno ha anche smesso di fare questo lavoro, quindi ricominciare con un riconoscimento così importante e soprattutto in concomitanza dei nostri primi dieci anni di attività, compiuti in aprile, è stato davvero bello. Questa gioia ci dà nuova linfa per continuare a lavorare con convinzione.
Il premio riconosce dieci anni di attività entusiasta e instancabile.
È un premio che ci riconosce come compagnia emergente. Mi sono interrogato molto su che cosa possa significare. Io credo che in fondo dieci anni per una compagnia siano un tempo anche abbastanza stretto per maturare e per cominciare a sviluppare una poetica. Se da una parte dunque può strappare un sorriso essere riconosciuti come compagnia emergente dopo dieci anni, dall’altra mi ha permesso di pensare che se si lavora con dedizione, con passione e non seguendo le mode del momento, ma cercando di esprimersi al meglio rispetto alle proprie ambizioni e le proprie visioni, anche, se vogliamo, politiche, alla fine si viene ripagati. I critici della rivista penso abbiano visto tutto questo e abbiano voluto premiare una ricerca costante, senza ammiccamenti e scorciatoie, un percorso complicato pieno di curve e anche di errori e ripartenze.
Su cosa state lavorando adesso?
Stiamo lavorando su un grande romanzo della letteratura contemporanea di cui non dirò il titolo: faccio gli scongiuri di poter riuscire a portarlo in scena… Per il prossimo futuro stiamo portando avanti un progetto con il Teatro Pubblico Pugliese nello spazio del Tex, il Teatro dell’ExFadda, a San Vito dei Normanni. Abbiamo anche vinto – in partnership con la webradio terlizzese WondeRadio – “Fermenti”, un bando del Ministero delle Politiche Giovanili che finanzierà un progetto di festival teatrale internazionale completamente accessibile alle persone con disabilità sensoriali. Sarà un percorso lungo e articolato. Speriamo di poter ripartire bene e presto.
Quale è la situazione del teatro al momento?
Il pubblico ha voglia di tornare a teatro perché c’è voglia di presenza, di respiro, di partecipazione. Io penso che nonostante tutte le paure, legittime, il pubblico abbia questo desiderio. Sarebbe bello poter anche pensare che il teatro possa tornare a splendere anche dove non c’è da tempo. Penso al Teatro Millico, il nostro teatro cittadino, chiuso ormai da trent’anni. Sarebbe stato molto bello ripartire con il nostro teatro riaperto, ma non sarà purtroppo possibile. Eppure non penso ci sia altrove una concentrazione così grande di operatori teatrali come quella terlizzese, dal momento che Michele Santeramo ha già vinto il premio prima di noi nella sezione “drammaturgia”. Penso sia una cosa eccezionale per una cittadina di 27mila abitanti: da qui si potrebbe partire per avviare un ragionamento, imbastire progetti per il futuro. Vorrei impegnarmi in prima persona e con la mia compagnia per restituire questo spazio alla città, che se lo merita.
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