L’Associazione Festa Maggiore: «La Festa è morta, l’improvvisazione prevale su cultura e tradizione»

La Redazione
il carro "seminudo"

Nel giorno in cui si sbloccano i lavori di smontaggio del Carro Trionfale, l'Associazione Festa Maggiore pubblica sulla propria pagina fb un lungo post di considerazioni critiche sul futuro della Festa

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Nel giorno in cui, finalmente, si sono sbloccati i lavori di smontaggio del Carro Trionfale, l’Associazione Festa Maggiore ha pubblicato sulla propria pagina facebook un lungo post di considerazioni critiche circa il presente e il futuro della Festa Patronale.

Lo scritto, intitolato significativamente “La Festa Maggiore è morta”, è idealmente rivolto a chi si è occupato da vicino dell’organizzazione di questa e delle ultime edizioni dell’evento, almeno dal 2008 in poi, come è specificato. Lo pubblichiamo integralmente:

“Oggi riprendono i lavori di smontaggio del maestoso carro trionfale, che fatica. Cosa è cambiato da ieri?

Osserviamo, dal lontano 2008, la nostra festa patronale che sembra avvilupparsi su se stessa piuttosto che svilupparsi.
Basta guardare cosa è successo negli ultimi giorni: l’abbandono totale. Forse la motivazione è legata al monopolio di un unico partecipante alla gara d’appalto. A Terlizzi, è chiaro, non ci sono altre ditte che possano continuare la storia del montaggio e dello smontaggio e ci dobbiamo accontentare.

La cultura, diceva il compianto don Luigi Martella, basterebbe rispolverarla. Invece cosa si fa? Si rivisita tutto e in che modo? Vengono apportate modifiche al carro (scritte, faretti, ecc.) che sembrano mai discusse e quindi mai approvate, persino mai richieste da tecnici specializzati quasi sempre ignari del progetto originario, in barba ai 1500 innamorati che hanno partecipato alla ricostruzione. Ma sì, illuminiamo buoi!

Ogni anno attori diversi calcano la scena del “sacro palco”, recitando a braccio. Tutto ciò che è stato non è più: la tradizione facilmente viene stravolta. Perché mai portare il cero acceso in processione? La cera si scioglie, si può scivolare e costa. Calato questo sipario, il prossimo anno una nuova regia, un nuovo cast e una nuova trama.
La festa maggiore ha perso tutti i connotati storici che la rendevano unica. Un vecchio saggio diceva: “prima le cose che è necessario fare, poi quelle che si devono fare e per finire quelle che ci piace fare”.

Il folklore va bene, ma ricordiamoci che il riferimento è M. SS. di Sovereto, la Madre che, indicando il Bambino con la sua mano, ci mostra la Via, di sempre, da sempre. La Festa è CULTURA E TRADIZIONE. Amiamo la nostra festa, perché è culla delle nostre tradizioni e luogo privilegiato della nostra identità.”

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