Default Censum, è soprattutto la politica ad aver fallito

Vito Ruggieri e Pasquale Malerba
il tribunale di trani

Intervista di Pasquale Malerba a Vito Ruggieri sulle responsabilità e sulle conseguenze politiche e morali del recente fallimento dell'ex concessionaria di riscossione tributi comunale

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La Censum ha recentemente dichiarato fallimento. Si tratta dell’ultimo (?) atto di una vicenda dai contorni indefiniti e, in buona parte, incomprensibili – almeno alla maggior parte della comunità terlizzese, che ha potuto soltanto assistere passivamente all’evoluzione dei fatti, assai difficili da interpretare correttamente e con cognizione di causa per il comune cittadino. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. 

D. Dottor Ruggieri, è notizia ormai certa il fallimento della Censum, che tutti conoscono come la società che non ha versato nelle casse del comune di Terlizzi oltre un milione e mezzo di euro, riscossi per conto del nostro comune. Che cosa succederà ora?

R. La recente notizia del fallimento della famigerata Censum, ex concessionaria della gestione delle entrate comunali, è angosciante, piuttosto che strabiliante. Le insipienti azioni amministrative, adottate dall’Ente, protese a tentativi di conciliazione, facevano ad ogni modo presagire tale sbocco. Ciò che angoscia è la perdita di qualsiasi barlume di speranza di recuperare le ingenti entrate – di importo non inferiore ad euro 1.650.000, 00 – sottratte ai cittadini dalla perversa società, che chissà dove si trovano adesso…

D. Sembra un copione già visto. Tuttavia il cittadino si sente indifeso e sfiduciato per la mancanza di efficienza, chiarezza e controllo nella gestione di un settore delicatissimo quale quello delle entrate comunali. Siamo veramente all’epilogo o c’è da aspettarsi dell’altro?

R. È probabile che la comunità dovrà provvedere all’esborso di ulteriori 650.000,00 euro, riconosciute alla società per presunte prestazioni extracontrattuali da una scandalosa pronuncia del giudice civile di primo grado, sulla base di una censurabile perizia contrattuale, condivisa purtroppo dai competenti organi comunali.

D. Allora il default Censum implica non solo il danno, ma anche la beffa! Ma ci sono dei responsabili?

R. Purtroppo non è solo default Censum! Non fallisce solo la Censum, ma anche la leadership della politica di sinistra e di destra, unitamente ai vertici della burocrazia, che hanno governato la città di Terlizzi da tempi alquanto remoti. Il fondamento del fallimento è da ricercare nell’univoca politica economica dei governi locali in materia di gestione tributaria, laddove non si riscontrano diversificazioni ideologiche. Tutti gli schieramenti politici hanno perseguito una sostanziale privatizzazione della potestà fiscale con devastanti risultati, avvalendosi, fiduciariamente, dell’imprenditoria privata, orientata solo al suo esclusivo profitto. Gli effetti sono stati la frode, l’inefficienza e la presunta complicità.

D. Dottor Ruggieri, la sua analisi, sotto l’aspetto sociale, politico ed amministrativo, disegna scenari raccapriccianti e da Procura. Come giustifica l’uso di parole quali: frode, inefficienza e complicità?

R. L’inefficienza degli organi di governo locale e di gestione è rilevabile dalla specifica denuncia dell’organo di controllo interno di revisione contabile. Non è da escludere l’ipotesi di eventuali frodi non emerse, che solo adeguate verifiche ispettive contabili da parte dei competenti organi governativi avrebbero potuto far emergere.

La persistente inefficienza della governance locale e la presunta complicità tra le parti interessate sono deducibili da una serie di persistenti e censurabili azioni amministrative e contabili, preordinate a indicibili transazioni, dagli inconcludenti se non pregiudizievoli ed onerosi incarichi di consulenze e di patrocinio legale, dalle lunghe, defatiganti e dispendiose sedute consiliari alla ricerca di soluzioni inesplicate, dagli arresti e dai rilievi della Procura della Corte dei Conti, che prefigura un devastante scenario, addirittura l’associazione a delinquere. L’esercizio della potestà tributaria attiene al più peculiare bene comune, irrinunciabile per i rappresentanti della comunità e confliggente con l’ideologia privatistica, fondata sul profitto.

D. “Fiat iustitia et pereat mundus!” (sia fatta giustizia e perisca pure il mondo!), recita un antico proverbio, modificato, poi, più significativamente dal filosofo Hegel in “Fiat iustitia ne pereat mundus!” (sia fatta giustizia affinchè  non perisca il mondo!). È questa la strada giusta?

R. È illusorio considerare che il controllo pubblico, per quanto penetrante, possa fronteggiare le insidie della gestione privatistica delle entrate comunali, suscettibili agevolmente di applicazioni non trasparenti.
È tempo di prendere atto che anche la politica ha fallito. A prescindere dalla rilevanza penale, è di tutta evidenza il fallimento amministrativo della sfera politica e di quella gestionale. Il che dovrebbe indurre gli artefici dell’inaudito sfacelo a ritirarsi facendo spazio ad una nuova generazione amministrativa, per quanto possibile illuminata.

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