Sparatoria di viale dei Garofani, sette arresti nelle famiglie Baldassarre e Dello Russo

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I carabinieri hanno accertato che in realtà Giuseppe e Michele Baldassarre facevano parte di un commando armato di 4 persone che voleva regolare i conti con la famiglia rivale dei Dello Russo, che ebbe però la meglio nello scontro a fuoco
I Carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno dato esecuzione a 7 misure cautelari (5 in carcere, 2 ai domiciliari) emesse del Giudice per le Indagini preliminari di Trani.
Le indagini lampo, coordinate sin da subito dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno permesso di fare luce sulle cause della sparatoria di viale dei Garofani, avvenuta il 30 giugno scorso, dove rimasero feriti Giuseppe e Michele Baldassarre, classi ’56 e ’78.
I carabinieri hanno accertato che in realtà le vittime facevano parte di un commando di 4 persone, in tutto padre e tre figli (Baldassarre Gioacchino e Vincenzo), armati di kalashnikov e revolver 357 magnum, che si stavano recando dal gruppo capeggiato dal vecchio rivale Dello Russo Roberto per un regolamento dei conti.
Quest’ultimo, accusato assieme ai suoi di aver poco prima minacciato Vincenzo Baldassarre davanti alla compagna e alla figlia di 10 anni, non si è fatto però sorprendere e, dopo un violento conflitto a fuoco, ha avuto la meglio sparando ai due Baldassarre nonostante avessero alzato le mani in segno di resa. Anche Dello Russo è finito in manette con le stesse accuse dei quattro Baldassarre. Durante la sparatoria fu anche ferita alla gamba sinistra una passante, Angela Altamura, 40 anni.
Da tempo i due gruppi si fronteggiavano con minacce e avvertimenti. I Carabinieri hanno anche fatto luce sulla sparatoria del 15 aprile scorso, quando – come si ricorderà – furono arrestati due albanesi armati di kalashnikov e pistola. Le indagini hanno chiarito che i due, assieme ad un terzo complice albanese, attualmente latitante, avevano intenzione di tendere un agguato a Baldassarre Gioacchino, che avrebbe dovuto essere ucciso mentre si recava presso la caserma dei Carabinieri per espletare l’obbligo di firma.
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