Stasera in Cattedrale a Molfetta la messa di trigesimo per Don Gino Martella

© diocesi molfetta
La commemorazione si terrà a partire dalle 19 e 30. Monsignor Arturo Aiello, vescovo di Teano-Calvi e amico di Martella sin dai tempi del seminario, pronuncerà l'omelia
Oggi ricorre il trigesimo dell’improvvisa morte di Don Gino Martella.
La commemorazione si terrà nella Cattedrale di Molfetta a partire dalle 19 e 30, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Trasfigurazione del Signore, quando – rammenta la nota della Diocesi, «Gesù Cristo, il Figlio Unigenito, l’amato dell’Eterno Padre, davanti ai santi Apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, avendo come testimoni la legge ed i profeti, manifestò la sua gloria, per rivelare che la nostra umile condizione di servi da lui stesso assunta era stata per opera della grazia gloriosamente redenta e per proclamare fino ai confini della terra che l’immagine di Dio, secondo la quale l’uomo fu creato, sebbene corrotta in Adamo, era stata ricreata in Cristo».
A ricordare il vescovo ci sarà Monsignor Arturo Aiello, vescovo di Teano-Calvi (Caserta), che pronuncerà l’omelia della messa liturgica, a cui è invitata tutta la comunità dei fedeli, le autorità, i sacerdoti, i diaconi e i religiosi, e tutti i cittadini che volessero celebrare il ricordo di Martella.
Amico di don Gino, Monsignor Aiello era stato impossibilitato a partecipare ai funerali e per questo ha chiesto di officiare la liturgia del trigesimo. Il settimanale diocesano Luce e Vita lo ha raggiunto telefonicamente per conoscere aneddoti e ricordi legati alla quarantennale amicizia tra i due.
“Un amico-Vescovo” ed un “Vescovo-amico”, lo ha definito Aiello, che conobbe Martella e la sua famiglia (che sarà presente alla celebrazione) sin dai tempi degli studi al seminario interregionale di Napoli, continuando la frequentazione poi a Roma, dov’erano entrambi impegnati a ottenere la Licenza in Morale.
Per la Messa di ordinazione sacerdotale di don Gino, nel 1977, don Arturo, ancora seminarista, aveva composto il canto di ingresso e di offertorio. Con don Franco Marino, ora Vescovo di Avellino, Martella e Aiello formavano un una affiatata “terna”: «In questi anni di servizio alla Chiesa come Vescovi, i tre amici del Seminario si sono incontrati e confrontati molte volte, alla CEI, in incontri informali, in lunghe telefonate dove ci comunicavamo il peso e la bellezza di essere vescovi oggi. Gino è rimasto per Franco e per me – racconta Mons. Aiello – il fratello maggiore, lui era sempre un passo avanti a noi: due anni prima nel diaconato e nel presbiterato, quattro anni prima nell’episcopato. Ha voluto essere primo anche nella morte».
Emergono insomma a poco a poco aspetti inediti della vita di don Gino, quali la sua timidezza e la passione per l’arte, che ce lo restituiscono sotto una luce più familiare. Ai partecipanti alla liturgia sarà donata una immaginetta che ritrae il Vescovo con un frammento del suo testamento spirituale (foto di G. Clemente).
Anche ad Otranto, diocesi di origine di don Gino, Monsignor Donato Negro, suo immediato predecessore nella nostra diocesi, celebrerà una messa in ricordo di Martella, a cui partecipanno anche i fedeli di Castro; un gruppo parrocchiale di Ruvo sarà domani a Depressa per omaggiare il Vescovo nel luogo del suo riposo eterno; i nipoti hanno attivato una pagina facebook ed un sito, donginomartella.it, su cui sarà portato avanti il progetto di biografia completa, cui tutti potranno contribuire con ricordi personali e documenti.
Nel sito della diocesi è già attiva una sezione apposita dedicata a Monsignor Martella, con gran parte degli scritti del vescovo; esiste anche un canale youtube con i video dei convegni, delle settimane bibliche, delle celebrazioni presiedute da don Gino.
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