La Sala Vendite del Mercato sarà intitolata a Pasquale Tricarico, il pioniere del florovivaismo

La Redazione
Mercato dei Fiori Terlizzi

Nel 1947 Tricarico ebbe l'intuizione di importare da Pescia – una cittadina vicino Lucca – duemila piantine di garofano con cui allestì il primo vivaio della città

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La sala vendite del Mercato dei Fiori di Terlizzi sarà intitolata a Pasquale Tricarico, unanimemente ritenuto il pioniere del florovivaismo terlizzese per avere importato nel 1947 da Pescia – una cittadina in provincia di Lucca rinomata per la produzione floricola – duemila piantine di garofano con cui poi allestì il primo proto-vivaio della nostra città. In precedenza, nel 1942, lo stesso aveva riportato da uno dei suoi viaggi a Pescia delle piantine di ulivo.

La decisione è stata presa dalla giunta, che ha messo ai voti e approvato una istanza avanzata il 20 luglio scorso da Michele Tricarico per conto degli eredi stessi, forse ispirati da una idea suggerita pubblicamente qualche tempo fa dall’onorevole Gero Grassi, che propose di dedicare alla sua memoria la sala delle contrattazioni della nuova struttura mercatale.

Pasquale Tricarico era un semplice ortolano che – come dice il documento giuntale – in virtù della sua intraprendenza, della sua profonda dedizione e passione, “ha lasciato una impronta indelebile e fondamentale nel tessuto economico e nel territorio comunale di Terlizzi”. Tanto benemerita fu considerata la sua opera che il 27 dicembre 1971 l’uomo fu insignito dal Presidente della Repubblica dell’onoreficenza di Commendatore del Lavoro per “gli evidenti meriti culturali, economici e sociali”. Non si è mai riuscito a capire bene chi avesse avanzato e sostenuto tanto in alto la sua candidatura.

La diffusione del florovivaismo ebbe da subito un impatto notevole sulla comunità. Si passò da un’economia poco più che di sussistenza, che si reggeva sulla compravendita di ortaggi, a un mercato ben più… fiorente. I fiori rendevano bene, e Tricarico l’aveva notato durante i suoi sopralluoghi in Toscana, in quella cittadina dalle coltivazioni floricole ordinate e seducenti come giardini.

In Puglia la coltivazione del fiore non esisteva e Terlizzi fu il primo comune a essere riconvertito: il primo mazzo di garofani fu smerciato al Bar “Fusaro” il giorno di Sant’Antonio, in composizione con la nebbiolina bianca. Dapprincipio le coltivazioni dei garofani erano semplici e venivano impiantate direttamente nel terreno senza supporto. Ben presto si passò a tecniche più moderne e soluzioni all’avanguardia, come i sostegni, le reti di raffia per i fiori, le serre, gli impianti di irrigazione. 

Tricarico non fu soltanto un valente e lungimirante florovivaista: fu anche un uomo di forti valori, sensibile al bene della sua comunità. Nominato assessore nella giunta Vendola, è ricordato tra i promotori dei primi carri floreali dedicati alla Madonna del Rosario. Uno dei suoi crucci più grandi – come ha raccontato il figlio in una recente intervista – fu sempre la scarsa attitudine alla cooperazione mostrata sin d’allora dai floricultori terlizzesi. Come l’ha poi definito il professor Nicola Cantatore – altra figura storica di “saggio locale”, quasi venerato in città – fu un esempio per “tutti i cittadini terlizzesi per le sue non comuni virtù morali. Era amato da tutti i cittadini perché amava il prossimo. Si mostrò con i fatti sempre generoso verso tutti i bisognosi. I terlizzesi lo ricordano con profonda commozione ed infinita gratitudine per quanto egli fece per il Partito, per tutti quelli che avevano bisogno della sua mano, sempre pronta a donare a chicchessia”.

Di terlizzesi così oggi avremmo un gran bisogno.

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