Alcuni giorni fa si è celebrata la Madonna di Sovereto. In Basilicata. Foto

© confraternita madonna di sovereto rivello
Non è uno scherzo. Forse non tutti sanno che i festeggiamenti in onore della Madonna Nera non sono una esclusiva terlizzese: a Rivello di Potenza esiste dai primi decenni dell'800 un santuario dedicato alla Vergine del Sovero
Pochi giorni fa si è celebrata la Festa della Madonna di Sovereto. Non è uno scherzo. Forse non tutti sanno che la Festa Patronale dedicata alla Icona della Madonna Nera non è una esclusiva terlizzese. Fa strano il solo pensarlo, ma esiste – a decine di chilometri dalla nostra città – un’altra comunità in cui si celebra la Vergine del Sovero. Come in una dimensione parallela.
A Rivello di Potenza, un paese situato nell’entroterra di Maratea, la seconda domenica di luglio si tiene la Festa di Santa Maria di Sovereto. L’origine storica di questa cerimonia risale ai primi anni dell’800, quando un calderaio, Pasquale Priante, giunto alla fiera di San Marco del Sovero a Terlizzi per vendere la propria merce, ebbe un malore sulla via del ritorno.
A quel punto pensò di far voto alla Vergine di edificare un santuario in suo onore nel suo paese, Rivello appunto, qualora avesse fatto ritorno sano e salvo a casa. Il calderaio si salvò e tenne fede alla sua promessa. Da quell’episodio fondativo si venera anche in terra lucana SS. Maria del Sovereto. Il programma prevede ogni anno alla seconda domenica di luglio messe liturgiche, una processione e una serata musicale che termina con fuochi pirotecnici. E’ tradizione pranzare in comitiva nei boschi di castagno presenti nella zona e poi raggiungere il santuario a piedi.
Il santuario, di dimensioni ridotte, sorge a pochi chilometri dal luogo di residenza del ramaio, quasi a imitare la distanza fra Terlizzi e la sua frazione, secondo don Michele Cipriani, autore di una “conversazione” su Sovereto. Priante creò accanto al tempietto un campo di ulivi per ricavare la rendita necessaria alla manutenzione, oltre che l’olio per alimentare la lampada. Tramite un atto notarile stabilì che chiunque si fosse recato in pellegrinaggio dalla Madonna nel giorno dì festa, la seconda domenica di luglio, sarebbe stato ospitato e rifocillato a sue spese.
La chiesetta di Rivello venne terminata nel 1821, come ricorda la lapide posta all’ingresso, e la crescente devozione induce a mutare il nome della località da “piano del pignatato”, per la presenza di fornaci atte alla produzione di vasellame, in Sovereto, come ancora oggi indicato.
Il santuario custodisce un’immagine scultorea della Vergine, che venne intagliata in legno da un artigiano del luogo a riprodurre le sembianze dell’Icona della Madonna di Sovereto. La Madonna è a mezzo busto, su un candido nimbo, e indica con la destra il bambino Gesù, come nell’Icona venerata a Terlizzi. Ai suoi piedi il pastore inginocchiato, nell’atto di scoprirsi il capo, e la pecora che rinviene l’icona nella grotta: pastore e pecora attorniati da piccoli edifici che rimandano alla chiesa e al villaggio di Sovereto.
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