Adozioni dalla Bielorussia, gli “aspiranti” genitori scrivono a Mattarella

© repubblica
Una dozzina di famiglie pugliesi, con il supporto del deputato cinque stelle Emanuele Scagliusi, ha chiesto aiuto al Presidente della Repubblica per sbloccare la situazione di stallo delle adozioni dalla Bielorussia
Dopo le numerose proteste e segnalazioni di qualche settimana fa, una dozzina di famiglie pugliesi, con il supporto del deputato Emanuele Scagliusi del Movimento Cinque Stelle – membro della Commissione Affari Esteri e vicepresidente del comitato permanente per i diritti umani, – ha indirizzato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per richiedere un autorevole intervento sul caso adozioni internazionali.
Il riferimento è in particolare alla gestione dei rapporti con la Bielorussia, che da un po’ di tempo – dicono le famiglie coinvolte – sarebbero resi più complicati da una situazione politico-burocratica sempre più intricata e nebulosa, che rallenta vieppiù, anno dopo anno, le procedure.
Già nel 2013, considerato il calo del numero di adozioni ed affidi, l’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva chiesto esplicitamente al parlamento di trattare fattivamente il problema. Il suo interessamento portò allo sblocco di un cospicuo numero di adozioni, ma adesso la situazione sembra essere tornata in fase di stallo. Nel 2014, infatti, sono state inviate alla Commissione Adozioni Internazionali (CAI) circa 150 richieste da parte di tutte le associazioni per l’adozione di oltre 170 minori. Ci sono inoltre circa 40 famiglie di vecchi elenchi che non possono adottare poiché i bambini accolti si trovano presso le case famiglia in Bielorussia. Tuttavia, sono numerose le associazioni che già da parecchi mesi, insieme alle famiglie, segnalano grande difficoltà nel comunicare con la Cai.
La questione è stata portata da tempo all’attenzione del parlamento dal deputato pentastellato Scagliusi, che oggi dichiara: «Dopo le numerose segnalazioni ricevute già dal gennaio 2014 ho depositato alcuni atti di sindacato ispettivo ed una risoluzione che agevolasse le operazioni di adozione dalla Bielorussia. Inoltre, ho provato più volte a fissare un incontro con la Presidente della Cai, la dottoressa Silvia Della Monica ma, nonostante siano trascorsi oltre tre mesi dalla mia richiesta, attendo ancora riscontro. La Cai, che fa capo al Presidente del Consiglio, dovrebbe promuovere ogni sei mesi una consultazione con le associazioni familiari a carattere nazionale e di attuare incontri periodici con i rappresentanti degli enti autorizzati al fine di esaminare le problematiche emergenti e coordinare la programmazione degli interventi attuativi dei principi della Convenzione, come previsto dal regolamento emanato con D.P.R. n. 108 del 8 giugno 2007 – continua Scagliusi (M5s) – ma, da oltre un anno, si assiste ad una commissione che comunica poco o nulla con gli enti da essa stessa accreditati. Le stesse difficoltà che ho riscontrato personalmente nel chiedere un incontro con la Della Monica».
Di qui l’idea di rivolgersi a Mattarella, invitandolo a spendersi per risolvere la questione: «La nostra vita è radicalmente cambiata. Abbiamo intravisto la prospettiva di donare a bambini bisognosi la realtà di un affetto, la possibilità di un’educazione completa, la speranza di un futuro protetto, cioè tutto e ancor più di tutto quello che è una famiglia – hanno scritto i genitori al Presidente della Repubblica – Oggi, apprendiamo che le liste successive a quel fatidico marzo 2013 sarebbero state inoltrate in Bielorussia. Eppure, senza un deciso intervento politico del Governo italiano che ristabilisca quel filo diplomatico con le autorità bielorusse, temiamo che ogni pratica risulterà inevasa, accumulandosi stancamente sulla scrivania di qualche burocrate».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro