Largo Cirillo, i Giovani Democratici: «Gemmato non ne fa una buona…»

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Duro affondo dei Giovani Democratici, che diffondono una nota di biasimo nei confronti del sindaco, che sarebbe responsabile di aver chiuso al traffico la piazzetta senza consultare la comunità e i residenti del quartiere
L’improvvisa – benché non sorprendente – decisione di chiudere al traffico automobilistico Largo Cirillo sta producendo una serie di reazioni contrastanti presso tutti gli “attori” del dibattito pubblico, politici, esponenti della società civile e privati cittadini.
A parte l’annosa e naturale divisione in pro e contro, c’è una nutrita schiera di cittadini che, pur essendo sostanzialmente d’accordo con la scelta di pedonalizzare l’area dell’ex “piazza del pesce”, contestano tuttavia il metodo e la tempistica del provvedimento, che a loro detta sarebbe stato intrapreso dalla giunta Gemmato in solitaria, senza consultare minimamente la comunità.
Tra questi ultimi ci sono i Giovani Democratici, che hanno diffuso una nota di biasimo nei confronti del sindaco, responsabile di aver chiuso «dalla sera alla mattina» una piazza «appena riqualificata, aperta alla città il giorno prima delle votazioni regionali e, dopo un mese, rimasta ancora incompleta per l’assenza dei lampioni previsti nel progetto, della fontanina e della segnaletica necessaria».
«Gemmato non ne fa una buona: come sempre decide in totale autonomia e senza ascoltare i cittadini! – attacca Gd – Come se la gestione della cosa pubblica fosse una proprietà privata».
«Dalle lamentele che ci giungono da molti residenti deduciamo che è assolutamente falso che si siano consumati degli incontri tra l’Amministrazione e il presunto “comitato spontaneo di quartiere”! L’amministrazione ha incontrato al massimo un paio di cittadini», prosegue la nota, «e comunque le indicazioni sulla viabilità erano diverse in quanto si chiedeva la circolazione a senso unico in entrata da via Cirillo e in uscita da via Cattaneo. È questa la consultazione a cui fa pubblicamente riferimento anche il consigliere delegato ai lavori pubblici, Giuseppe Ranieri?», si domandano i Giovani Democratici. I quali non si dicono per principio contrari alla sperimentazione, «ma tale ipotesi va curata nei dettagli» e dovrebbe essere «frutto di un Piano Urbano del Traffico organico che sia Gemmato che il Comandante della Polizia Municipale hanno più volte preannunciato ma, ad oggi, non ancora redatto!»
Per i Gd il sindaco continuerebbe a navigare a vista, senza progettualità, «forzando dalla sera alla mattina le consuetudini dei terlizzesi senza congruo ed efficace preavviso, cambiando sensi di marcia» e per giunta inibendo il diritto di parcheggio ai residenti e ai proprietari dei locali nella piazza, che ivi tengono i mezzi e gli attrezzi di lavoro.
L’altro rilievo mosso dai democratici, che rivendicano di aver ascoltato le osservazioni degli abitanti del quartiere interessato, s’incentra sulla difficoltà oggettiva di lasciare via Cirillo come unico corridoio di accesso alla piazza, in quanto troppo stretta per veicolare contemporaneamente auto in ingresso e in uscita. «Sarebbe il caso di posizionare le fioriere di via Menotti, via Maroncelli e via Confalonieri in prossimità della piazza e non di via Poerio, proprio al fine di evitare ulteriori disagi ai residenti e raggiungere l’obiettivo di incanalare il minor numero possibile di automobili in via Cirillo»: la proposta è quella di proibire totalmente l’accesso nelle ore serali mediante apposita segnaletica, magari con lo spauracchio di una maggiore frequenza dei controlli da parte della Polizia Municipale.
Ad ogni modo, «se Gemmato non è capace di progettare – è la velenosa conclusione del comunicato – gli resta una sola cosa da fare: andarsene per evitare ulteriori danni alla città».
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