Attivato il primo hotspot wifi in Piazza Cavour. Il Comune: «Nessun rischio per la salute»

La Redazione
Piazza Cavour Terlizzi

Da ieri è possibile collegarsi a internet utilizzando la rete pubblica. L'Ente intanto ha interpellato un esperto per rispondere alle preoccupazioni per l'inquinamento elettromagnetico espresse da alcuni cittadini

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È stato installato ieri in Piazza Cavour il primo dei cinque hostpost wifi per la navigazione gratuita su internet. I cittadini potranno visitare i loro siti preferiti o postare e commentare sui social network collegandosi comodamente alla rete wireless della piazza centrale di Terlizzi.

Accedere al servizio è molto semplice: non c’è bisogno di creare una nuova utenza, basta accendere il rilevatore wifi del telefono, del tablet o del notebook, individuare la rete – dal nome Navigaora – e cliccarci su, seguendo le istruzioni dettate dalla pagina di configurazione successiva, la quale richiede il solo numero di telefono dell’utente, digitato il quale si riceve una password che dà la possibilità di navigare gratuitamente utilizzando la rete.

Il Comune di Terlizzi ha stanziato 18.900 euro per allestire in città 5 hotspot: domani sarà installata la seconda rete, in Piazza IV Novembre; a seguire le altre tre previste, in viale Roma, presso i giardini “Falcone e Borsellino” e il Parco Comunale.

Intanto la giunta Gemmato risponde con una nota alla preoccupazione espressa da alcuni sui potenziali rischi che le reti potrebbero rappresentare per la salute dei cittadini, dal momento che sono sempre attive e “irradianti”. Dal Palazzo di Città fanno sapere che, prima di procedere all’installazione, è stata richiesta una relazione agli esperti della Amt Services, la ditta che si sta occupando degli impianti wireless, sulla sicurezza degli ambienti che saranno interessati dall’intervento, in particolar modo sulle emissioni elettromagnetiche degli apparati installati a supporto del servizio wifi.

«Purtroppo il wifi è stato, ed è ancora, bersaglio di campagne di comunicazione non proprio corrette. Troppo spesso, infatti, si punta il dito contro le connessioni wifi facendo intendere che il loro utilizzo possa essere  dannoso e in molti articoli si fa riferimento ai drammatici risultati sulla salute a cui può portare l’esposizione alle onde prodotte da un  normale access point wifi. Nulla di più falso – il commento di Salvatore Gatto, direttore dell’area Cloud & Noc, che ha continuato – È invece proprio l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ad affermare come non vi siano evidenze scientifiche di possibili danni alla salute in seguito all’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza generati da sistemi di comunicazione wifi».

Il wifi trasmetterebbe secondo le stime a 100 milliwatt, ovvero molto al di sotto della soglia che l’Oms e il Ministero della Salute considerano potenzialmente pericolosa. Gli apparati adoperati, inoltre, dice l’esperto, sono della stessa tipologia che i cittadini hanno comunemente anche in casa. «Basti pensare che un forno a microonde irradia una potenza di circa 1.000 watt o che i cellulari emettono da 1 a 2 watt pari ad un  fattore 10 rispetto al wifi. E per di più la maggior parte delle  persone lo tiene attaccato alla testa, a differenza di quanto avviene con un supporto che si usa per navigare in rete. Dirò di più: la “dose” di radiazioni assorbita dal corpo umano  durante una chiamata di venti minuti è pari a quella che si assorbirebbe in  un intero anno ponendosi in un’area coperta da una rete Wi-Fi. Le radiazioni complessivamente emesse da venti notebook con wifi attivato e due router wireless possono essere paragonate, più o meno, a quelle  propagate da un unico telefono cellulare».

Le reti wireless in via d’installazione in città non costituirebbero pericolo alcuno per i cittadini, dunque. L’esperto ha assicurato che alle distanze a cui abitualmente ci si tiene dal dispositivo l’intensità del segnale wifi è talmente bassa da non poter esser fonte di preoccupazione, dal momento che non è superiore all’inquinamento elettromagnetico di fondo generato da altri apparecchi trasmettitori, come ad esempio radio e tv.

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