In memoria di Giuseppe Altamura, il maresciallo buono

© n. c.
Un commosso, affettuoso ritratto a più "voci" dell'agente dei carabinieri che ha perso la vita nel tragico incidente di lunedì sulla Terlizzi-Ruvo
Il giorno dopo è sempre quello più duro da affrontare per chi perde una persona cara. Il tremendo choc della prima ora ha un effetto quasi bloccante, che quasi narcotizza e rende difficile comprendere la portata di un evento che purtroppo è irreversibile. Ma poi, dissipato il sentimento di stupore, subentra la tristezza, una tristezza dilagante e incolmabile, che monopolizza i sentimenti e, pur ripiegandosi su se stessa e arrovellandosi, non trova spiegazioni umanamente accettabili.
E’ comprensibilissimo, invece, che chi conosceva, stimava, amava il maresciallo dei Carabinieri Giuseppe Altamura non abbia voluto parlare volentieri, preferendo chiudersi nella contemplazione del proprio dolore, e soprattutto rispettare quello ben più profondo e immedicabile dei familiari. Abbiamo provato ad ascoltare alcuni tra gli amici più cari del carabiniere ruvese, ma non si sono sentiti in grado di commentare, ricordare, rivangare qualche aneddoto o rievocare qualche caratteristica dell’indole di Giuseppe – non ancora, almeno – e hanno scelto di tacere, esercitando un diritto naturale e sacrosanto.
Non riusciamo a biasimarli. Non ci sono molte parole da spendere di fronte all’indicibile perentorietà di un evento che ha sradicato alla vita un uomo onesto, umile, radioso, gentile. Mancherà a tutti, quest’uomo – questo giovane uomo di trentasette anni – che tutti, ma proprio tutti i conoscenti, gli amici e i colleghi descrivono come un valente militare, ma soprattutto una persona davvero speciale, che aveva “sudato” e fatto la gavetta per entrare nell’Arma e arrivare al titolo di maresciallo, tanto ambito e tanto ben rappresentato, in questi anni.
I social network sono fittamente costellati di messaggi di cordoglio ed effigi di lutto per la perdita del valente carabiniere, a simboleggiare plasticamente – alla stregua di un ideale epitaffio – l’eccellente considerazione che la città aveva del suo maresciallo. Il ritratto delineato da questo puzzle di commenti rivela una figura verace ma gentilissima, di una nobiltà schietta e popolare, eppure fresca, vivida, autentica. Giuseppe Altamura era un agente di grande valore, ma soprattutto una persona con tanti buoni e solidi valori, tra cui l’umanità, la moralità, lo spiccato senso del dovere, il rispetto per gli altri e una squisita, naturale “sensibilità alle problematiche della comunità in cui viveva”, come ha ben sintetizzato un cittadino. Il carabiniere era una di quelle persone che testimoniano come sia possibile crescere sani e diventare cittadini esemplari e responsabili – autentici modelli morali per la comunità – in maniera serena e silenziosa, senza angosce per il peso di questa responsabilità, anzi con inesauribile, quotidiano entusiasmo e amore per il proprio lavoro.
Giuseppe Altamura era ben noto e apprezzato anche dai politici, dai notabili e dai rappresentanti della classe dirigente cittadina. Spicca il sentito ricordo del sindaco, Ninni Gemmato, che ha definito il maresciallo “un amico della nostra comunità” e un “integerrimo garante e difensore della legalità con il volto umano dal sorriso pronto e solare.
«Giuseppe era esattamente così. Appassionato al suo lavoro, ha vestito la divisa con orgoglio ed è sempre stato disponibile con chi ha incontrato sul suo cammino. Anche fuori dal servizio, non si è fatto mai trovare impreparato a una chiamata di soccorso.
Ottimo Maresciallo dei Carabinieri, è stato soprattutto un grande Uomo che questa Comunità non scorderà mai. Il suo sorriso vivrà sempre in tutti quelli che, come me, non possono fare a meno di ricordarlo con la faccia buona e solare, come era lui».
Tra ieri e oggi sono arrivate anche le reazioni di altri volti noti della politica cittadina. Il presidente del consiglio comunale Michele Grassi sul suo profilo facebook confida di aver conosciuto personalmente il carabiniere: «E’ stato difficile crederlo, ma la notizia mi ha raggelato e rattristato enormemente. Anzi, debbo dirlo con sincerità: mi ha spezzato le gambe. Sarà perché ti ho conosciuto bene in tutti questi anni, sarà perché eravamo diventati amici, sarà perché abbiamo trascorso ore e ore a discutere, sarà perché…, ma mi risulta molto difficile scrivere queste poche righe».
«Caro Giuseppe, eri sempre presente con il tuo sorriso, ma con la fermezza e la sicurezza di un uomo al servizio del cittadino, di un guardiano della legalità. Giuseppe Altamura eri fiero di appartenere all’Arma dei Carabinieri e poi di esser diventato Maresciallo. Rimarrai nei nostri cuori per sempre e la cittadina di Terlizzi, che ben ti ha conosciuto, ti ricorderà con affetto e con stima».
Anche il fratello del presidente, il deputato nazionale del Pd Gero Grassi omaggia Altamura, ricordandolo come un «maresciallo affabile ed educato sempre a contatto con i cittadini. Terlizzi gli voleva bene ed io ho ottimo ricordo di lui».
L’ex sindaco Vincenzo Di Tria rimpiange «una persona speciale. Un militare sensibile e determinato, competente e temuto da un certo mondo… Terlizzi perde un formidabile angelo custode. Riposa in pace, amico mio».
E’ ancora da stabilire la giornata delle esequie, che dovrebbero comunque svolgersi entro venerdì nella Cattedrale di Ruvo, città natale di Giuseppe Altamura.
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