Il Pd: «Siamo il primo partito a Terlizzi. Gemmato non ha più consenso, si dimetta»

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All’indomani della vittoria alle regionali, il Partito Democratico con una nota si congratula con il neogovernatore Emiliano e chiede le dimissioni di Gemmato, che – è la motivazione – «non ha più il consenso del suo ex elettorato»
All’indomani della schiacciante vittoria di Michele Emiliano, il Partito Democratico terlizzese trae le conclusioni di una tornata elettorale senza dubbio propizia, anche in ambito cittadino, e alla luce di quella che viene definita una sonora disfatta del centrodestra chiede le dimissioni del sindaco Gemmato, che – è la motivazione – «non ha più il consenso del suo ex elettorato».
Il partito si congratula con il suo numero uno pugliese: «Michele Emiliano è stato eletto con un plebiscito alla guida della regione Puglia e certamente la sua mano si vedrà presto», assicura la nota del Pd, considerate le trasformazioni che ha apportato a Bari in 10 anni da sindaco.
L’analisi si sposta poi sul fronte interno, dove il Pd è risultato il primo partito politico, con oltre il 25% dei consensi degli elettori terlizzesi e un ampio margine di scarto sugli inseguitori, il Movimento Cinque Stelle – al 16,11% – e Fratelli d’Italia, fermo al 14,19%.
«I risultati della competizione elettorale per l’elezione del consiglio regionale della Puglia portano ad alcune importanti riflessioni per Terlizzi. Tutti speravano che il Pd locale cadesse sotto i colpi di chi cavalca l’antipolitica o pensava che si fosse indebolito. Niente di tutto questo».
Anzi, fa notare il comunicato del partito, la somma dei voti dei propri candidati ha superato ampiamente il bottino di Marcello Gemmato, non eletto malgrado i 1079 voti racimolati in città.
«Aver superato di molto il M5S (rispetto anche ai risultati di Bari) è il segno che il Pd terlizzese viene considerato dall’elettorato di centrosinistra un partito serio, credibile, che guida l’opposizione con competenza e grande senso di responsabilità», continua con orgoglio la nota, che sottolinea da ultimo come alla base del successo elettorale ci sia il grande lavoro svolto in sinergia tra dirigenti, militanti e giovani attivisti del partito, «che continuano a credere nel simbolo e nella bandiera».
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